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giovedì 13 maggio 2010

Il cordone ombelicale e le cellule staminali: meglio essere informati

   

Da diversi mesi ho in mente di scrivere questo articolo. Ora mi sembra che i tempi siano maturi, soprattutto per rispondere alle sempre più numerose pubblicità per la conservazione del sangue placentare che vediamo sulla maggior parte dei siti dedicati ai futuri genitori, forum di mamme, ma anche nei consultori, sia pubblici che privati, ecc. 

In questo caso, come in tanti altri, penso che ci sia un grosso problema di disinformazione. Molti genitori hanno ricevuto l’informazione che alla nascita del bambino il cordone ombelicale viene reciso immediatamente e che poi viene buttato via, con il sangue al suo interno. Tanti hanno anche ricevuto l’informazione che questo taglio immediato del cordone sia necessario perché il bambino inizi a respirare, e che aspettare a tagliarlo sarebbe pericoloso per lui. 

Parallelamente, i genitori vengono informati che il sangue contenuto nel cordone ombelicale contiene delle preziose cellule staminali che, grazie ai progressi e alla ricerca medica, possono oggi essere utilizzate per salvare dei bambini affetti da alcune malattie come la leucemia e altre patologie poco diffuse. 

Ecco quindi che viene subito l’istinto di dire “smettiamo di buttare via il cordone e conserviamolo”! E in effetti in Italia esistono oggi 18 “biobanche” pubbliche autorizzate a conservare il sangue placentare in donazione, per cui il sangue raccolto permetterà di salvare eventuali bambini compatibili. 

Ma le pubblicità che vediamo sui vari siti internet sono quelle di aziende private che propongono di conservare il sangue placentare in cambio di una somma variabile, per un eventuale uso futuro per il proprio bambino.  Sull’utilità della conservazione per il proprio bambino, vi invito a leggere questo articolo, e in particolare il paragrafo Staminali: a che cosa servono (e a che cosa no). 

Attualmente, è ammessa la conservazione del sangue del cordone ombelicale sia per donarlo, sia per casi specifici come ad esempio il “neonato con patologia in atto al momento della nascita o evidenziata in epoca prenatale, o per uso dedicato a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta o pregressa, per la quale risulti appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico sanitaria”. Qui l’intero articolo “Uso appropriato del sangue da cordone ombelicale” sul sito del Ministero della Sanità. 

Ma quello che mi preme dire ora è che ci sono evidenze scientifiche che dimostrano oggi che il taglio precoce del cordone ombelicale non solo non è necessario, ma anzi che è dannoso, e attualmente l’OMS afferma che “non esiste pratica di routine che giustifichi l'allontanamento del neonato dalla madre e raccomanda che questo non avvenga” e che "il taglio del cordone ritardato o nessun taglio è la procedura fisiologica, il taglio precoce è una procedura invasiva che deve essere giustificata. Nel parto fisiologico non è giustificata". 

Invito quindi i genitori interessati all’argomento a leggere l’articolo molto completo di Rita Beltrame, Ostetrica:  IL TAGLIO DEL CORDONE OMBELICALE: IMMEDIATO O RITARDATO? 

Credo che sia molto importante fare luce su questo argomento in quanto ritengo che la disinformazione in questo caso danneggi sia i bambini che le loro famiglie, con ripercussioni molto gravi in base al modo in cui viene vissuto il parto. Spero quindi di aver fornito abbastanza informazioni utili e fondate, e che avrete piacere a condividerle con il maggior numero di persone.

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