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giovedì 13 settembre 2012

Per un parto rispettato

I movimenti per il parto rispettato sono gruppi di persone che lottano contro quella che viene chiamata "violenza ostetrica" intorno al parto. Si parla anche di "umanizzazione del parto" e di "parto umanizzato". La violenza ostetrica è un dato di fatto in Italia e nel resto dell'Europa. Viene spesso perpetrata nascondandosi dietro il dover rispettare le procedure e i protocolli ospedalieri. In realtà, tale violenza non esisterebbe se fossero veramente applicate le indicazioni ministeriali a tutela della donna in gravidanza, parto e puerperio (vedi documenti di riferimento qui di seguito).

Ma che cosa è la violenza ostetrica, o violenza durante il travaglio, il parto e la nascita?

Per rispondere a questa domanda, mi appoggerò al testo della legge venezuelana contro la violenza ostetrica, che può applicarsi ugualmente al resto del mondo. Si tratta dell'articolo 51 della "Ley orgánica sobre el derecho de las mujeres a una vida libre de violencia" (traduzione a breve):
artículo 51. violencia obstétrica. Se considerarán actos constitutivos de violencia obstétrica los ejecutados por el personal de salud, consistentes en:
1.- No atender oportuna y eficazmente las emergencias obstétricas.
2.- Obligar a la mujer a parir en posición supina y con las piernas levantadas, existiendo los medios necesarios para la realización del parto vertical.
3.- Obstaculizar el apego precoz del niño o niña con su madre, sin causa médica justificada, negándole la posibilidad de cargarlo o cargarla y amamantarlo o amamantarla inmediatamente al nacer.
4.- Alterar el proceso natural del parto de bajo riesgo, mediante el uso de técnicas de aceleración, sin obtener el consentimiento voluntario, expreso e informado de la mujer.
5.- Practicar el parto por vía de cesárea, existiendo condiciones para el parto natural, sin obtener el consentimiento voluntario, expreso e informado de la mujer.
En tales supuestos, el tribunal impondrá al responsable o la responsable, una multa de doscientas cincuenta (250U.T.) a quinientas unidades tributarias (500 U.T.), debiendo remitir copia certificada de la sentencia condenatoria definitivamente firme al respectivo colegio profesional o institución gremial, a los fines del procedimiento disciplinario que corresponda.
Che cosa chiede la donna che rivendica il parto rispettato?

Tra le altre cose, chiede:
  • di essere informata con parole, toni e modi adeguati
  • di poter fare delle scelte informate, per sé, per la gravidanza e il parto, per il suo bambino
  • di vedere rispettate le sue scelte
  • di non essere sminuita ma di essere sostenuta e incoraggiata nelle sue competenze materne
  • di non subire mutilazioni genitali non necessarie o altri interventi non necessari
  • di poter partorire nella posizione desiderata
 
Come si può ottenere questo?

  • Attraverso il rispetto delle linee guida nazionali e dell'OMS
  • Attraverso un rapporto umanizzato con l'ostetrica e con gli altri specialisti eventualmente presenti
  • Attraverso processi di empowerment delle donne in gravidanza
Per tutto questo, è fondamentale il ruolo dell'ostetrica, che deve farsi carico, insieme alle donne stesse, della difesa delle condizioni di accoglienza nelle strutture durante la gravidana e delle condizioni di svolgimento del travaglio e del parto (che devono svolgersi in maniera meno disturbata possibile, per favorire il processo naturale del parto).

***

Fonti di documentazione e linee guida rispetto al parto (linee guida che, se applicate, garantirebbero un maggiore rispetto delle donne durante il travaglio di parto e durante tutto il percorso nascita):


Estratti di linee guida reperibili sul web:
La comunicazione nel contesto sanitario della nascita
La comunicazione è una costruzione sociale e, in quanto tale, è sensibile a determinati fattori che contribuiscono a determinarla, cioè a farla accadere in un certo modo.
È quindi un sistema con regole e ruoli, sensibile al contesto: chi dice, che cosa, come, in quale posto, con quale obiettivo e quale aspettativa.
Determinante è il fatto che un operatore e una donna in gravidanza attribuiscono allo stato delle cose significati reali e simbolici del tutto diversi: per l’operatore tutto ciò che accade è lavoro, con i suoi tempi e modi, e finisce alla fine del turno o con l’esplicarsi dell’evento. Per la donna ciò che accade è un’esperienza di vita e ciò che avviene oggi sarà presente con segni differenti anche nella vita futura.
La comunicazione è “un ballo in cui si conduce e si è condotti”. Un colloquio professionale è quindi un processo comunicativo sequenziale, in cui il professionista ha il ruolo di iniziare la danza e a ciò deve prepararsi, chiedendosi:
• con chi sto parlando
• che obiettivo mi pongo
• che informazioni ho bisogno di sapere, che informazioni è necessario che io dia
• che aspettative ha il mio interlocutore
• cosa è in condizioni di capire
• dove ci troviamo (il contesto fisico come luogo, ma anche in che ambito, in che punto della nostra conoscenza e della temporalità degli avvenimenti di cui stiamo parlando).
L’operatore sta nella comunicazione in modo professionale, puntando all’efficacia del suo agire. La comunicazione è un elemento costitutivo della sua professionalità, non delegabile a nessun altro.
È quindi utile sapere che la comunicazione efficace è essenziale, chiara, empatica, autorevole e pertinente.
ANALGESIA NON FARMACOLOGICA
Le strategie e le tecniche non farmacologiche per controllare il dolore in travaglio, per le quali sono presenti prove di efficacia di diverso livello, includono:
• la continuità dell’assistenza durante la gravidanza ed il parto
• il rapporto assistenziale ostetrica/donna one-to-one
• misure generali di sollievo e sostegno
• immersione in acqua
• ipnosi
• stimolazione elettrica transcutanea (TENS)
• agopuntura
Per altri approcci come le strategie cognitive (tecniche di respiro, visualizzazioni, vocalizzazioni, musica, preghiera, etc.) i dati presenti in letteratura sono limitati e basati prevalentemente sulle sensazioni soggettive delle donne.

CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
È caratterizzata dall’utilizzo di modelli di assistenza basati sulla condivisione della medesima filosofia da parte degli operatori e/o sull’utilizzo di protocolli comuni e/o su un’organizzazione di servizi in continuità e/o su un gruppo di stessi operatori che offrono assistenza, durante tutto il percorso
nascita.
Il modello basato sulla continuità assistenziale, se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra vantaggi significativi in termini di (591-593) Livello I:
• minor ricorso a farmaci analgesici e antidolorifici in travaglio
• maggiore probabilità di avere un parto vaginale spontaneo
• minore possibilità di essere sottoposti ad interventi medici (uso di ossitocina, episiotomia)
• minore incidenza di neonati con indice di APGAR < 7 a 5 min
• riduzione del numero di neonati che necessitano di rianimazione
• maggiore soddisfazione materna.

APPROCCIO ONE-TO-ONE
Un modello assistenziale one-to-one basato sulla continuità di assistenza durante la gravidanza, il travaglio, il parto ed il post-partum da parte della stessa ostetrica/ostetriche(594-595) Livello II, se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra di ridurre significativamente:
• l’utilizzo di analgesia epidurale
• il tasso di episiotomie e di lacerazioni perineali
Circa l’incidenza di tagli cesarei e parti vaginali strumentali i dati della letteratura sono discordanti. Alcuni autori non rilevano alcuna differenza significativa (594) Livello II, altri autori (595) Livello II riportano una significativa riduzione.

SOSTEGNO EMOTIVO
Rispetto al modello convenzionale di assistenza la presenza di una persona, con specifica preparazione, che fornisca sostegno emotivo in travaglio riduce significativamente (592,593-596-598) Livello I-II:
• il ricorso a trattamenti farmacologici per la riduzione del dolore
• i parti operativi vaginali
• il numero dei tagli cesarei
• il numero di donne che riferiscono una esperienza negativa della nascita.

MISURE GENERALI DI SOLLIEVO
Tra gli interventi generali di sollievo dal dolore che si sono mostrati efficaci nel ridurre la richiesta o la prescrizione di analgesici vi sono:
• l’utilizzo della posizione eretta o laterale versus la posizione supina o litotomica in travaglio e l’utilizzo di uno sgabello da parto e/o della posizione accovacciata versus la posizione supina in periodo espulsivo (599-601). Livello II
• l’utilizzo di un ambiente travaglio/parto familiare versus un ambiente istituzionale convenzionale (602). Livello II
Benché non esistano dati scientifici sicuri a confermare i vantaggi del tocco e del massaggio anche “non professionali”, gli operatori e le altre persone di supporto devono essere incoraggiati ad usarli, se la donna lo desidera (603). Livello IV

Raccomandazioni
L’organizzazione di un’assistenza basata sulla continuità, sul rapporto one to one, sul sostegno emotivo e sulle misure generali di sollievo si è dimostrata efficace nel controllo del dolore in travaglio. L’adozione di tali principi, ove possibile, è fortemente raccomandato.
***
Altri riferimenti sul parto rispettato (elenco in costante evoluzione, mandatemi le vostre segnalazioni):

Organizzazioni nel mondo che lottano per il parto rispettato:

Human Rights in Childbirth Conference (Diritti Umani durante la Nascita)
Plataforma pro Derechos del Nacimiento (Piattaforma per i Diritti della Nascita)
AFAR – Alliance francophone pour l'accouchement respecté (Alleanza Francofona per il Parto Rispettato)
AIMS For a Better Birth (Associazione per il miglioramento dei servizi alla maternità, per un parto migliore)
Bold Action (Movimento globale per delle cure materne amiche delle mamme)
Bold Action France
The White Ribbon Alliance (Cure materne rispettose: il diritto di ogni donna)
ICAN e ICAN Italia (Rete Internazionale Consapevolezza Cesareo)
IMBCI (International MotherBaby Childbirth Organization)
LABOR (Avvocati difensori dei diritti e delle opzioni durante il parto)

I diritti Universali della partoriente

In Italia, varie associazioni e centri di studio portano avanti ricerche e sensibilizzazione sul tema del parto rispettato:

Scuola Elementale di Arte Ostetrica
Associazione Andria
Il Melograno
Mipa centro Studi
Eco Mondo Doula
Associazione Le Dieci Lune
Associazione Abbracciami
Circolo Primo Respiro ASD 
Associazione Spazio Nascita 
Freedom for Birth, Rome Action Group
Libere di scegliere, incontro a Roma il 9 novembre 2012 


Si trovano anche alcuni contributi presenti sul web, che denunciano in Italia la violenza subita durante il parto: 

Donne e violenza ostetrica
Basta abusi in sala parto
L'importante è che il bambino stia bene
Donne: la violenza ostetrica
La violenza sulle donne è anche imporre loro un tipo di parto 
Lo sapevi che... hai il diritto di dire no?
Tutta la mia verità sul parto cesareo

Su violenza ostetrica e sciopero del personale in sala parto  
Un taglio di troppo in sala parto

No ospedali? No parti!
 

Campagne video:

L'episiotomia: quel tagliettoalle parti intime durante il parto 
Song about birth by Bea Palya 
USA: Break the silence: respectful maternity care
Francia: Les déchaînées
Argentina: El parto es nuestro
Uruguay: Contra la violencia en el parto

Film:

Freedom for birth
The face of birth
Entre leurs mains (un documentario sul parto rispettato)
...

9 commenti:

marzia bisognin ha detto...

Brava Laurence, approvo totalmente questo post!

sara ha detto...

Sì Laurence, c'è proprio bisogno di questo movimento!

eli ha detto...

articolo fantastico!!!!!

MRZ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MRZ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MRZ ha detto...

Ma che post interessante, grazie Laurence!!

daniela ha detto...

Ottimo lavoro , Laurence !Grazie !

Mamma Michela ha detto...

Gran bel lavoro,brava!

ArteMamma ha detto...

Bellissimo post Laurence: lo condivido sul mio profilo G+.
Personalmente credo che l'informazione sia un tasto fondamentale, perché io ho incontrato tante donne che sono contente di aver subito violenza in sala parto, credendo di essere state aiutate...
Inoltre sarebbe opportuno promuovere una cultura della lentezza, del vivere slow, nel rispetto delle persone.
Ma il discorso sarebbe molto molto lungo...
Apriamo un tavolo?
Organizziamo?
Io ci sono.
A presto!
:-))

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