Incontro molte donne che pensano di non volere il Rooming in, cioè la possibilità dopo il parto di tenere il bambino nella propria stanza anziché nella nursery dell’ospedale.
Che cosa è il rooming in? È un servizio in più o in meno?
A sentire queste future mamme, sembrerebbe che il rooming in sia un servizio in meno: “se piange, se non ce la faccio, se sono stanca, se entra tanta gente nella stanza, come faccio se non c’è la nursery?”.
Mamme, sappiate che negli ospedali dove c’è il rooming in, c’è sempre anche la nursery, dove lasciare il bambino ogni qual volta avrete bisogno di allontanarlo dalla vostra stanza. Per cui, se nell’ospedale dove andrete a partorire trovate un servizio di rooming in (ormai sono pochissimi in Italia gli ospedali che non lo offrono), sappiate che si tratta di un servizio in più, oltre alla nursery, che rimane sempre a vostra disposizione.
Vediamo quindi gli svantaggi di un ospedale senza rooming in rispetto a un ospedale con rooming in…
Innanzitutto, sappi che dopo aver portato il tuo bambino nella pancia per nove mesi, è probabile che vivrai con difficoltà qualsiasi separazione, anche breve (2-3 giorni, ma anche 1-2 ore). Razionalmente ti convincerai che va bene così. Emotivamente…
Quel bambino che avevi tanta fretta di conoscere, davvero vuoi rimandare questo incontro che sarà uno dei più straordinari di tutta la tua vita?!
Se vuoi allattarlo al seno, non rimandare le prime poppate!! Se il bambino dorme quando tu provi a dargli il seno, alla nursery stai pure certa che gli daranno il biberon finché tu non avrai la montata lattea… cosa che non ha alcun senso visto che il neonato, fino alla montata lattea che può avvenire anche dopo 3-9 giorni, non ha bisogno di altro che del colostro che il tuo seno produce per lui, ma attenzione: lo produce solo se tu lo attacchi al seno! Un bambino abituato al biberon fin dai primi istanti, farà molta fatica a “trovare” il seno. Chiedi alle mamme che ci sono passate.
A livello fisico, il contatto pelle a pelle dopo il parto e nei primi giorni di vita è la cosa migliore per il tuo bambino (serve a regolare la temperatura corporea e il battito cardiaco, favorisce l’allattamento al seno), ma anche per te. Non esitare a cercare maggiori informazioni su internet e attraverso libri e DVD, ad esempio Il primo sguardo, un DVD di interviste a Marshall Klaus, con le immagini di parto e i testi di Polina Zlotnik (disponibile in prestito per le abbonate allo Spazio Mamma di Pisa).
Fai con la tua doula il punto delle cose che desideri per te e per il tuo bambino: insieme scoprirete tanti piccoli accorgimenti che ti permetteranno di vivere al meglio questi primissimi giorni che trascorrerai in ospedale. E non dimenticare: sono solo 2-3 giorni, ma sono quelli che fanno la differenza!
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1 commento:
sono d'accordissimo, è ora di rimettere in discussione tante credenze che spesso si danno per buone solo perché "la maggioranza fa così". io dopo un parto molto sofferto in ospedale ho tenuto sempre con me la bimba fin dal primo istante, la accarezzavo, le parlavo per rassicurarla, mi prendevo cura di lei e la nutrivo con il mio latte. questo ha fatto bene a lei e anche a me. risultato: nessun trauma al ritorno a casa, perché eravamo già in sintonia. e la bimba è sempre stata tranquilla e allegra.
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