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| Maggie Doyne con i "suoi" bambini |
Con questo post, partecipo all'iniziativa di Claudia, #talktoyourdaughter
[non lo posterò su Twitter in quanto da quando mi
sono iscritta 2 mesi fa,
il mio account è stato disattivato 3 volte per contenuti impropri,
non so quali, ma mi sono già stufata…]
il mio account è stato disattivato 3 volte per contenuti impropri,
non so quali, ma mi sono già stufata…]
Questa è la storia di Maggie Doyne, una ragazza che è partita alla ricerca di se stessa.
[Ho scelto Maggie come esempio di donna a cui vorrei assomigliare perché, quando ho letto la sua storia qualche anno fa, ne sono rimasta folgorata. Perché ho visto come avrei potuto essere se fossi mai stata incoraggiata a trovare me stessa, e perché ho pensato che non è mai troppo tardi, soprattutto quando si ha una figlia e si cerca di darle il miglior esempio possibile.]
All’età di 19 anni, avendo concluso brillantemente le scuole superiori e senza avere la minima idea di cosa avrebbe voluto fare nella vita, Maggie mette lo zaino in spalla e parte in India.
In Nepal, incontra lo sguardo dei bambini di strada. Molti di loro non hanno più i genitori, e sono fuggiti da una guerra civile che li ha lasciati senza un posto dove vivere. Decide allora di spendere tutti i suoi risparmi, 5000 dollari guadagnati facendo la baby-sitter in America, per comprare un terreno non lontano da lì per costruirvi una casa.
Grazie al suo coraggio, al suo cuore e alla sua determinazione, all’età di 24 anni Maggie diventa “mamma” di 40 bambini orfani, che accoglie nella sua casa, poi costruisce una scuola per loro e per altri 200 bambini, la Kopila Valley Children’s School, e provvede alla loro alimentazione coltivando il campo intorno alla casa.
[Questa è la versione molto condensata della sua storia. Per conoscerla meglio, puoi leggere i contributi online che parlano di lei, oppure guardare questo video in inglese di qualche anno fa].
Maggie Doyne è diventata un’eroina per quei bambini, per la sua famiglia e per il mondo, dimostrando che la felicità non si raggiunge copiando modelli preconfezionati, ma andando alla ricerca di se stessi. La sua bellezza non si può descrivere, perché le foto che la ritraggono parlano da sé. Qui il link al diario online di Maggie.
Cara mia figlia, quello che voglio dirti è: vai anche tu alla ricerca di te stessa prima di diventare grande...
... e non fidarti delle apparenze:
Questo il video promosso da Dove a cui Claudia si riferisce nel suo post.
Questa la risposta di Greenpeace al video della Dove.
“Continua, continua a provare, e non fallirai”
Maggie Doyne [minuto 23 del video]
Maggie Doyne [minuto 23 del video]
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| I bambini della Kopila Valley's Children School |


4 commenti:
Bellissima storia, grazie!
Che meraviglia, l'ho appena letta a mia figlia di sette anni
Daniela. Preziuso
WoW! Fortini i due video! Meravigliosa la storia!
Bello tutto!
Grazie grazie grazie!
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