Ho votato la foto n°93, quella di Mae Burke Photography, perché ai miei
occhi è quella che esprime meglio il concetto di parto rispettato: in effetti,
si tratta chiaramente di un parto in casa, ma potrebbe anche benissimo essere
in un ospedale rispettoso della nascita.
Si vede una donna protagonista del suo parto, con lo stupore
che si può provare quando si vive un momento così irreale e così primitivo allo
stesso tempo, quello che si prova quando hai pensato che cavolo stai morendo di
dolore e invece no non sei morta e un bambino è nato dal tuo corpo e lo stai
tenendo tra le braccia, lo hai afferrato con le tue stesse mani, e ora è qui.
Si vede un padre sereno e felice, partecipe, così dolce e
senza dubbi sulle capacità della compagna di partorire “da sé”. Con la mano che
sfiora il suo bambino e l’altra che sfiora la compagna, senza invadere,
attento, con rispetto.
E poi guardate che bellezza, le due donne in secondo piano –
una si vede bene, dell’altra invece si vede solo un braccio e una mano con il
guanto, forse l’ostetrica – guardate, percepite… cosa percepite? Niente, solo
gioia, nessuna invadenza, nessuna tensione, nessuna ansia.
Questa è una nascita, accompagnata, assistita,
“controllata”, ma con rispetto. Rispetto e fiducia. Fiducia nella donna che
partorisce, nel bambino che nasce, nella natura che ha previsto le cose e nel
percorso fatto insieme per preparare questo evento.
Vedete, qui, non importa chi c’è o chi non c’è oltre
all’ostetrica per sostenere questa donna (c’è il padre, c’è la fotografa,
potrebbe esserci anche una doula…): qui, importa il come, e il rispetto del
sentire della madre, delle sue scelte, delle sue fiducie e delle sue paure.
Importa il saper stare, anche a non fare “niente”.
Non so se posso condividere la foto (sono in attesa dell'eventule autorizzazione dell'autrice)
quindi virimando al link sul sito del concorso:
quindi virimando al link sul sito del concorso:
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| Link alla foto di Mae Burke |

3 commenti:
Mh... bisogna farci l'abitudine... era meglio se non guardavo... Mi sento un po' male... cazzarola!
(esempio di madre che non è consapevole di potercela fare da sola)
Sono foto meravigliose... gli sguardi dei bambini e delle loro madri, che dopo nove mesi di ascolto "al buio" si incontrano, sono favolosi! L'essenza pura della vita...
Ciao SuSter. Spero che ti sei ripresa... Non pensavo di traumatizzare nessuno...
Un abbraccio
Laurence
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