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giovedì 31 gennaio 2013

Il parto e la nascita...



Ho votato la foto n°93, quella di Mae Burke Photography, perché ai miei occhi è quella che esprime meglio il concetto di parto rispettato: in effetti, si tratta chiaramente di un parto in casa, ma potrebbe anche benissimo essere in un ospedale rispettoso della nascita.

Si vede una donna protagonista del suo parto, con lo stupore che si può provare quando si vive un momento così irreale e così primitivo allo stesso tempo, quello che si prova quando hai pensato che cavolo stai morendo di dolore e invece no non sei morta e un bambino è nato dal tuo corpo e lo stai tenendo tra le braccia, lo hai afferrato con le tue stesse mani, e ora è qui.

Si vede un padre sereno e felice, partecipe, così dolce e senza dubbi sulle capacità della compagna di partorire “da sé”. Con la mano che sfiora il suo bambino e l’altra che sfiora la compagna, senza invadere, attento, con rispetto.

E poi guardate che bellezza, le due donne in secondo piano – una si vede bene, dell’altra invece si vede solo un braccio e una mano con il guanto, forse l’ostetrica – guardate, percepite… cosa percepite? Niente, solo gioia, nessuna invadenza, nessuna tensione, nessuna ansia.

Questa è una nascita, accompagnata, assistita, “controllata”, ma con rispetto. Rispetto e fiducia. Fiducia nella donna che partorisce, nel bambino che nasce, nella natura che ha previsto le cose e nel percorso fatto insieme per preparare questo evento.

Vedete, qui, non importa chi c’è o chi non c’è oltre all’ostetrica per sostenere questa donna (c’è il padre, c’è la fotografa, potrebbe esserci anche una doula…): qui, importa il come, e il rispetto del sentire della madre, delle sue scelte, delle sue fiducie e delle sue paure. Importa il saper stare, anche a non fare “niente”.

Non so se posso condividere la foto (sono in attesa dell'eventule autorizzazione dell'autrice)
quindi virimando al link sul sito del concorso:

Link alla foto di Mae Burke

giovedì 13 settembre 2012

Per un parto rispettato

I movimenti per il parto rispettato sono gruppi di persone che lottano contro quella che viene chiamata "violenza ostetrica" intorno al parto. Si parla anche di "umanizzazione del parto" e di "parto umanizzato". La violenza ostetrica è un dato di fatto in Italia e nel resto dell'Europa. Viene spesso perpetrata nascondandosi dietro il dover rispettare le procedure e i protocolli ospedalieri. In realtà, tale violenza non esisterebbe se fossero veramente applicate le indicazioni ministeriali a tutela della donna in gravidanza, parto e puerperio (vedi documenti di riferimento qui di seguito).

Ma che cosa è la violenza ostetrica, o violenza durante il travaglio, il parto e la nascita?

Per rispondere a questa domanda, mi appoggerò al testo della legge venezuelana contro la violenza ostetrica, che può applicarsi ugualmente al resto del mondo. Si tratta dell'articolo 51 della "Ley orgánica sobre el derecho de las mujeres a una vida libre de violencia" (traduzione a breve):
artículo 51. violencia obstétrica. Se considerarán actos constitutivos de violencia obstétrica los ejecutados por el personal de salud, consistentes en:
1.- No atender oportuna y eficazmente las emergencias obstétricas.
2.- Obligar a la mujer a parir en posición supina y con las piernas levantadas, existiendo los medios necesarios para la realización del parto vertical.
3.- Obstaculizar el apego precoz del niño o niña con su madre, sin causa médica justificada, negándole la posibilidad de cargarlo o cargarla y amamantarlo o amamantarla inmediatamente al nacer.
4.- Alterar el proceso natural del parto de bajo riesgo, mediante el uso de técnicas de aceleración, sin obtener el consentimiento voluntario, expreso e informado de la mujer.
5.- Practicar el parto por vía de cesárea, existiendo condiciones para el parto natural, sin obtener el consentimiento voluntario, expreso e informado de la mujer.
En tales supuestos, el tribunal impondrá al responsable o la responsable, una multa de doscientas cincuenta (250U.T.) a quinientas unidades tributarias (500 U.T.), debiendo remitir copia certificada de la sentencia condenatoria definitivamente firme al respectivo colegio profesional o institución gremial, a los fines del procedimiento disciplinario que corresponda.
Che cosa chiede la donna che rivendica il parto rispettato?

Tra le altre cose, chiede:
  • di essere informata con parole, toni e modi adeguati
  • di poter fare delle scelte informate, per sé, per la gravidanza e il parto, per il suo bambino
  • di vedere rispettate le sue scelte
  • di non essere sminuita ma di essere sostenuta e incoraggiata nelle sue competenze materne
  • di non subire mutilazioni genitali non necessarie o altri interventi non necessari
  • di poter partorire nella posizione desiderata
 
Come si può ottenere questo?

  • Attraverso il rispetto delle linee guida nazionali e dell'OMS
  • Attraverso un rapporto umanizzato con l'ostetrica e con gli altri specialisti eventualmente presenti
  • Attraverso processi di empowerment delle donne in gravidanza
Per tutto questo, è fondamentale il ruolo dell'ostetrica, che deve farsi carico, insieme alle donne stesse, della difesa delle condizioni di accoglienza nelle strutture durante la gravidana e delle condizioni di svolgimento del travaglio e del parto (che devono svolgersi in maniera meno disturbata possibile, per favorire il processo naturale del parto).

***

Fonti di documentazione e linee guida rispetto al parto (linee guida che, se applicate, garantirebbero un maggiore rispetto delle donne durante il travaglio di parto e durante tutto il percorso nascita):


Estratti di linee guida reperibili sul web:
La comunicazione nel contesto sanitario della nascita
La comunicazione è una costruzione sociale e, in quanto tale, è sensibile a determinati fattori che contribuiscono a determinarla, cioè a farla accadere in un certo modo.
È quindi un sistema con regole e ruoli, sensibile al contesto: chi dice, che cosa, come, in quale posto, con quale obiettivo e quale aspettativa.
Determinante è il fatto che un operatore e una donna in gravidanza attribuiscono allo stato delle cose significati reali e simbolici del tutto diversi: per l’operatore tutto ciò che accade è lavoro, con i suoi tempi e modi, e finisce alla fine del turno o con l’esplicarsi dell’evento. Per la donna ciò che accade è un’esperienza di vita e ciò che avviene oggi sarà presente con segni differenti anche nella vita futura.
La comunicazione è “un ballo in cui si conduce e si è condotti”. Un colloquio professionale è quindi un processo comunicativo sequenziale, in cui il professionista ha il ruolo di iniziare la danza e a ciò deve prepararsi, chiedendosi:
• con chi sto parlando
• che obiettivo mi pongo
• che informazioni ho bisogno di sapere, che informazioni è necessario che io dia
• che aspettative ha il mio interlocutore
• cosa è in condizioni di capire
• dove ci troviamo (il contesto fisico come luogo, ma anche in che ambito, in che punto della nostra conoscenza e della temporalità degli avvenimenti di cui stiamo parlando).
L’operatore sta nella comunicazione in modo professionale, puntando all’efficacia del suo agire. La comunicazione è un elemento costitutivo della sua professionalità, non delegabile a nessun altro.
È quindi utile sapere che la comunicazione efficace è essenziale, chiara, empatica, autorevole e pertinente.
ANALGESIA NON FARMACOLOGICA
Le strategie e le tecniche non farmacologiche per controllare il dolore in travaglio, per le quali sono presenti prove di efficacia di diverso livello, includono:
• la continuità dell’assistenza durante la gravidanza ed il parto
• il rapporto assistenziale ostetrica/donna one-to-one
• misure generali di sollievo e sostegno
• immersione in acqua
• ipnosi
• stimolazione elettrica transcutanea (TENS)
• agopuntura
Per altri approcci come le strategie cognitive (tecniche di respiro, visualizzazioni, vocalizzazioni, musica, preghiera, etc.) i dati presenti in letteratura sono limitati e basati prevalentemente sulle sensazioni soggettive delle donne.

CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
È caratterizzata dall’utilizzo di modelli di assistenza basati sulla condivisione della medesima filosofia da parte degli operatori e/o sull’utilizzo di protocolli comuni e/o su un’organizzazione di servizi in continuità e/o su un gruppo di stessi operatori che offrono assistenza, durante tutto il percorso
nascita.
Il modello basato sulla continuità assistenziale, se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra vantaggi significativi in termini di (591-593) Livello I:
• minor ricorso a farmaci analgesici e antidolorifici in travaglio
• maggiore probabilità di avere un parto vaginale spontaneo
• minore possibilità di essere sottoposti ad interventi medici (uso di ossitocina, episiotomia)
• minore incidenza di neonati con indice di APGAR < 7 a 5 min
• riduzione del numero di neonati che necessitano di rianimazione
• maggiore soddisfazione materna.

APPROCCIO ONE-TO-ONE
Un modello assistenziale one-to-one basato sulla continuità di assistenza durante la gravidanza, il travaglio, il parto ed il post-partum da parte della stessa ostetrica/ostetriche(594-595) Livello II, se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra di ridurre significativamente:
• l’utilizzo di analgesia epidurale
• il tasso di episiotomie e di lacerazioni perineali
Circa l’incidenza di tagli cesarei e parti vaginali strumentali i dati della letteratura sono discordanti. Alcuni autori non rilevano alcuna differenza significativa (594) Livello II, altri autori (595) Livello II riportano una significativa riduzione.

SOSTEGNO EMOTIVO
Rispetto al modello convenzionale di assistenza la presenza di una persona, con specifica preparazione, che fornisca sostegno emotivo in travaglio riduce significativamente (592,593-596-598) Livello I-II:
• il ricorso a trattamenti farmacologici per la riduzione del dolore
• i parti operativi vaginali
• il numero dei tagli cesarei
• il numero di donne che riferiscono una esperienza negativa della nascita.

MISURE GENERALI DI SOLLIEVO
Tra gli interventi generali di sollievo dal dolore che si sono mostrati efficaci nel ridurre la richiesta o la prescrizione di analgesici vi sono:
• l’utilizzo della posizione eretta o laterale versus la posizione supina o litotomica in travaglio e l’utilizzo di uno sgabello da parto e/o della posizione accovacciata versus la posizione supina in periodo espulsivo (599-601). Livello II
• l’utilizzo di un ambiente travaglio/parto familiare versus un ambiente istituzionale convenzionale (602). Livello II
Benché non esistano dati scientifici sicuri a confermare i vantaggi del tocco e del massaggio anche “non professionali”, gli operatori e le altre persone di supporto devono essere incoraggiati ad usarli, se la donna lo desidera (603). Livello IV

Raccomandazioni
L’organizzazione di un’assistenza basata sulla continuità, sul rapporto one to one, sul sostegno emotivo e sulle misure generali di sollievo si è dimostrata efficace nel controllo del dolore in travaglio. L’adozione di tali principi, ove possibile, è fortemente raccomandato.
***
Altri riferimenti sul parto rispettato (elenco in costante evoluzione, mandatemi le vostre segnalazioni):

Organizzazioni nel mondo che lottano per il parto rispettato:

Human Rights in Childbirth Conference (Diritti Umani durante la Nascita)
Plataforma pro Derechos del Nacimiento (Piattaforma per i Diritti della Nascita)
AFAR – Alliance francophone pour l'accouchement respecté (Alleanza Francofona per il Parto Rispettato)
AIMS For a Better Birth (Associazione per il miglioramento dei servizi alla maternità, per un parto migliore)
Bold Action (Movimento globale per delle cure materne amiche delle mamme)
Bold Action France
The White Ribbon Alliance (Cure materne rispettose: il diritto di ogni donna)
ICAN e ICAN Italia (Rete Internazionale Consapevolezza Cesareo)
IMBCI (International MotherBaby Childbirth Organization)
LABOR (Avvocati difensori dei diritti e delle opzioni durante il parto)

I diritti Universali della partoriente

In Italia, varie associazioni e centri di studio portano avanti ricerche e sensibilizzazione sul tema del parto rispettato:

Scuola Elementale di Arte Ostetrica
Associazione Andria
Il Melograno
Mipa centro Studi
Eco Mondo Doula
Associazione Le Dieci Lune
Associazione Abbracciami
Circolo Primo Respiro ASD 
Associazione Spazio Nascita 
Freedom for Birth, Rome Action Group
Libere di scegliere, incontro a Roma il 9 novembre 2012 


Si trovano anche alcuni contributi presenti sul web, che denunciano in Italia la violenza subita durante il parto: 

Donne e violenza ostetrica
Basta abusi in sala parto
L'importante è che il bambino stia bene
Donne: la violenza ostetrica
La violenza sulle donne è anche imporre loro un tipo di parto 
Lo sapevi che... hai il diritto di dire no?
Tutta la mia verità sul parto cesareo

Su violenza ostetrica e sciopero del personale in sala parto  
Un taglio di troppo in sala parto

No ospedali? No parti!
 

Campagne video:

L'episiotomia: quel tagliettoalle parti intime durante il parto 
Song about birth by Bea Palya 
USA: Break the silence: respectful maternity care
Francia: Les déchaînées
Argentina: El parto es nuestro
Uruguay: Contra la violencia en el parto

Film:

Freedom for birth
The face of birth
Entre leurs mains (un documentario sul parto rispettato)
...

venerdì 11 novembre 2011

I diritti di tutti

Più diritti per le donne significa più diritti per TUTTI: figli, famiglie, mariti, uomini, umanità: oggi è il blogging day di #2eurox10leggi

Ho deciso di condividere questa iniziativa attraverso questa frase introduttiva Più diritti per le donne significa più diritti per TUTTI perché ci sono ancora persone che pensano che più diritti per le donne sia sinonimo di meno diritti per gli uomini...



sabato 31 luglio 2010

I numeri del neonato

I numeri del neonato, è il titolo di un interessante articolo pubblicato su pisanotizie.it qualche settimana fa. Ecco qui il link all'articolo, che sottolinea quanto i futuri genitori siano ingannati sempre di più dalle pubblicità e come la gravidanza in Italia sia ultra-medicalizzata rispetto alle raccomandazioni dell'OMS.

In effetti, non mi stancherò mai di dirlo: in Italia e nei paesi occidentali in generale, avere un figlio è diventato una vera e propria sfida dal punto di vista economico, ecologico e psicologico.
Le pubblicità ci fanno credere che abbiamo bisogno di questo e di quest'altro, e la società ci fa credere che il parto sia più sicuro solo se più medicalizzato, mentre in realtà gli esami sempre più numerosi e rischiosi aumentano l'ansia e i futuri genitori (in particolare i papà) hanno sempre più bisogno di altri esami nel tentativo di sentirsi rassicurati. Entrano così in un circolo vizioso dal quale riescono con difficoltà ad uscire.


Non sto dicendo che gli esami in gravidanza andrebbero aboliti, ma sicuramente sarebbe più sicuro far sapere alle donne che fare 9 ecografie rischia di procurare più danni che benefici, e che gli esami prescritti secondo il libretto di gravidanza sono ampiamente sufficienti per tutti i casi di gravidanza fisiologica, mentre sicuramente le coppie in attesa troverebbero giovamento nell'essere seguiti in una maniera più empatica e meno ansiogena, rispondendo alle loro normali paure non attraverso altri esami ma attraverso l'ascolto attivo e l'assistenza continua da parte di una stessa persona dall'inizio della gravidanza fino ai primi mesi del bambino.


Fornire alle coppie la possibilità di vivere gravidanze serene avrebbe delle ripercussioni immediate sulle spese sanitarie dello Stato e delle famiglie, più fondi sarebbero disponibili per il sostegno a domicilio dell'ostetrica, della consulente in allattamento e della doula, e soprattutto le famiglie si sentirebbero molto più protette.

Di fronte a questo stato di fatto, alcuni Comuni hanno iniziato a sensibilizzare e sostenere le famiglie attraverso varie iniziative locali. In effetti, per contrastare il caro-bebè e per aiutare le famiglie a limitare le spese, ma anche a per valorizzare la maternità, alcuni Comuni hanno iniziato a regalare alle mamme in attesa il libro di Giorgia Costa che io più volte ho consigliato su questo blog "Bebè a costo Zero", e poi il kit di pannolini lavabili per ogni neonato, e anche qualche volta un librino o la guida di Nati per Leggere e Nati per la Musica.

Tra queste iniziative continua a mancare l'assistenza a domicilio che in altri paesi (Olanda, Francia) viene fornita già da anni attraverso il sistema sanitario e sociale pubblico, e sarebbe opportuno iniziare anche qui a favorire questo tipo di sostegno. Perché finché la possibilità di essere sostenuti e accompagnati nel percorso nascita non sarà fornito dal sistema sanitario a tutte le famiglie che potrebbero averne bisogno, le donne si sentiranno in colpa di farne la richiesta privatamente, avendo l'impressione di essere sbagliate, meno brave delle altre, e di aver fallito nel loro ruolo di madre e compagna.

martedì 22 giugno 2010

Maternità ecologica e benessere

  
Chi mi conosce sa già che per me la maternità non può essere vissuta senza pensare alle sue ripercussioni sul mondo in cui viviamo: come potrei lasciare in eredità a mia figlia una Terra contaminata, coperta di rifiuti e pericolosa per la sua salute e sopravvivenza?

Nel quotidiano, questo si traduce per me in una particolare sensibilità riguardo alla provenienza dei prodotti che acquisto (provenienza preferibilmente locale per diminuire l'impatto dei trasporti), ai materiali usati (materie prime non nocive e rinnovabili) e ai metodi di produzione (senza inquinanti). 

Sabato 26 giugno 2010, al Mercato contadino di Pisa in Piazza Cairoli (piazza della Berlina), troverete vari prodotti alimentari genuini e biologici, scarpe per bambini made-in-italy, detersivi ecologici e giocattoli in legno (sempre di produzione locale).

Troverete anche le creazioni di Soma, che realizza artigianalmente cuscini per l'allattamento, bambole Waldorf (stupende!), e altri giocattoli. Realizza anche cuscini di noccioli di ciliegie, che io apprezzo molto per alleviare il mal di pancia o di cervicali (scaldandolo) o al posto del ghiaccio sulle contusioni dei bimbi (se tenuto nel congelatore). Per saperne di più sulle sue creazioni, potete visitare il blog LEELA Creazioni in Libertà.

Per quanto riguarda invece il benessere e le medicine dolci anche in gravidanza, segnalo queste due manifestazioni che avranno luogo questo fine settimana:

  • EXPO' "Arti e mestieri del Benessere" che si svolgerà il 26 Giugno dalle 9.00 alle 13.00 c/o la succursale dell'associazione in località Cafaggio S.Giuliano terme (Pi).
    Manifestazione gratuita per conoscere e sperimentare attività e percorsi di crescita personale, con metodi diversificati: Tui-na (medicina tadizionale cinese), Arte e counselling, Chinesiologia e Posturologia, Tecniche osteopatiche, Schiatsu e Craniosacrale, Protocolli alimentari e Nutrizione
    Per le indicazioni stradali contattare l'Asd SICAM.
  • ECOFESTA BENESSERE sabato 26 - domenica 27 PECCIOLI (PI). Dimostrazioni di shiatsu, reiki, riflessologia, craniosacrale-pranoterapia e consulenze su naturopatia, ayurveda, test energetici e intolleranze alimentari. Attività di gruppo gratuite su danze dei fiori di Bach, danze meditative, biodanza, tai chi, yoga, rebirthing, danza del ventre. Conferenze su yoga e oli vibrazionali; mostre sulla casa ecologica e sull'attiva didattica sull'ambiente delle scuole locali;
    mercatino con articoli per il benessere. Nel centro storico. Ore 17:30-24, (sa), 10-23:30 (do). Gratuito. INFO: 347-0883927, ecofestegiuseppe AT alice.it
A questo proposito posso fornirvi il numero di una ragazza bravissima che, grazie alla tecnica dello shiatsu, mi ha aiutato a superare due ingorghi mammari quando allattavo mia figlia e ve la consiglio vivamente (anche "solo" per riprendervi dal parto)! Pensate anche all'osteopatia in gravidanza e dopo il parto (presentazione podalica, problemi circolatori, parto difficile, ecc...). Per avere i numeri, chiamatemi o scrivetemi a laurencedoula @ gmail.com (togliendo gli spazi prima e dopo la @).
  

giovedì 13 maggio 2010

Il cordone ombelicale e le cellule staminali: meglio essere informati

   

Da diversi mesi ho in mente di scrivere questo articolo. Ora mi sembra che i tempi siano maturi, soprattutto per rispondere alle sempre più numerose pubblicità per la conservazione del sangue placentare che vediamo sulla maggior parte dei siti dedicati ai futuri genitori, forum di mamme, ma anche nei consultori, sia pubblici che privati, ecc. 

In questo caso, come in tanti altri, penso che ci sia un grosso problema di disinformazione. Molti genitori hanno ricevuto l’informazione che alla nascita del bambino il cordone ombelicale viene reciso immediatamente e che poi viene buttato via, con il sangue al suo interno. Tanti hanno anche ricevuto l’informazione che questo taglio immediato del cordone sia necessario perché il bambino inizi a respirare, e che aspettare a tagliarlo sarebbe pericoloso per lui. 

Parallelamente, i genitori vengono informati che il sangue contenuto nel cordone ombelicale contiene delle preziose cellule staminali che, grazie ai progressi e alla ricerca medica, possono oggi essere utilizzate per salvare dei bambini affetti da alcune malattie come la leucemia e altre patologie poco diffuse. 

Ecco quindi che viene subito l’istinto di dire “smettiamo di buttare via il cordone e conserviamolo”! E in effetti in Italia esistono oggi 18 “biobanche” pubbliche autorizzate a conservare il sangue placentare in donazione, per cui il sangue raccolto permetterà di salvare eventuali bambini compatibili. 

Ma le pubblicità che vediamo sui vari siti internet sono quelle di aziende private che propongono di conservare il sangue placentare in cambio di una somma variabile, per un eventuale uso futuro per il proprio bambino.  Sull’utilità della conservazione per il proprio bambino, vi invito a leggere questo articolo, e in particolare il paragrafo Staminali: a che cosa servono (e a che cosa no). 

Attualmente, è ammessa la conservazione del sangue del cordone ombelicale sia per donarlo, sia per casi specifici come ad esempio il “neonato con patologia in atto al momento della nascita o evidenziata in epoca prenatale, o per uso dedicato a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta o pregressa, per la quale risulti appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico sanitaria”. Qui l’intero articolo “Uso appropriato del sangue da cordone ombelicale” sul sito del Ministero della Sanità. 

Ma quello che mi preme dire ora è che ci sono evidenze scientifiche che dimostrano oggi che il taglio precoce del cordone ombelicale non solo non è necessario, ma anzi che è dannoso, e attualmente l’OMS afferma che “non esiste pratica di routine che giustifichi l'allontanamento del neonato dalla madre e raccomanda che questo non avvenga” e che "il taglio del cordone ritardato o nessun taglio è la procedura fisiologica, il taglio precoce è una procedura invasiva che deve essere giustificata. Nel parto fisiologico non è giustificata". 

Invito quindi i genitori interessati all’argomento a leggere l’articolo molto completo di Rita Beltrame, Ostetrica:  IL TAGLIO DEL CORDONE OMBELICALE: IMMEDIATO O RITARDATO? 

Credo che sia molto importante fare luce su questo argomento in quanto ritengo che la disinformazione in questo caso danneggi sia i bambini che le loro famiglie, con ripercussioni molto gravi in base al modo in cui viene vissuto il parto. Spero quindi di aver fornito abbastanza informazioni utili e fondate, e che avrete piacere a condividerle con il maggior numero di persone.

lunedì 22 marzo 2010

A proposito dei consigli sull'alimentazione in gravidanza

  
Mi rivolgo alle future mamme che hanno ricevuto dalla propria ginecologa o da altre fonti delle direttive con tanto di tabelle e grafici su cosa e quanto devono mangiare durante la gravidanza e l'allattamento.

Una domanda: ma come vi hanno fatto sentire queste regole da seguire assolutamente, pena il rischio di mancato sviluppo di alcuni organi del feto, malformazioni, e chi più ne ha più ne metta?
Personalmente, l'unica cosa che siano riusciti a fare è stato di mettermi ansia! E pensare che durante la gravidanza ci vorrebbe serenità, tranquillità interiore, cura da parte di chi ci sta intorno...

Quindi senza voler contestare assolutamente il fatto che in gravidanza sono necessari acido folico, ferro, vitamina B12, iodio e calcio, vorrei condividere con voi queste poche righe di consigli per una gravidanza serena, e soprattutto ricordatevi che la cosa più importante è ascoltare il proprio corpo, il proprio bambino (sì, non è un caso se senti il bisogno o la voglia di mangiare determinati cibi o determinate quantità di cibi: anche lui ha dei bisogni che vanno soddisfatti), e farvi aiutare dagli altri! Se non ti piace cucinare il pesce, fatelo fare da qualcun'altro!! Se non sai cucinare le verdure, chiedi a qualcuno che abbia piacere a farlo!!


Ecco le righe tratte da Il bambino naturale, da mammeverdi.it:

In gravidanza occorre modificare la propria alimentazione? Ci sono cibi da eliminare o, viceversa, da non farsi mai mancare per la salute di mamma e bambino?

Scoprire di essere in dolce attesa è per molte donne l’occasione di ripensare alla qualità della propria alimentazione: in realtà non è consigliabile apportare cambiamenti drastici alle consolidate abitudini alimentari, perché potrebbero riflettersi sull’equilibrio del metabolismo e sullo stato d’animo della mamma in attesa.
La cosa migliore da fare è seguire in tutta tranquillità il proprio stile alimentare cercando di migliorarlo apportando piccole ma fondamentali variazioni. Quali? Questo magico momento può essere ideale per intervenire sulla qualità degli alimenti da mettere in tavola: perché non abituarsi a scegliere solo cibi naturali, da agricoltura biologica, non raffinati, freschi, integri e proseguire con questa sana abitudine trasmettendola anche al proprio bebè? Così l’assunzione di residui di sostanze chimiche, che possono contaminare i cibi da agricoltura convenzionale, sarà ridotta al minimo.
Inoltre, sostituendo cibi ricchi di additivi, conservanti, coloranti, aromatizzanti e così via con cibi freschi, frutta e verdura di stagione, cereali integrali o semintegrali (bio), legumi, utilizzando miele grezzo al posto del comune zucchero, si apporteranno all’organismo quei fattori vitali probiotici, come vitamine, enzimi, oligoelementi, che favoriscono lo svolgimento delle funzioni vitali, stimolano le difese naturali dell’organismo e proteggono la salute.
L’introduzione di germe di grano, semi oleaginosi (mandorle, semi di zucca, semi di girasole) e lievito di birra è consigliata: i primi due apportano magnesio, minerale importante per prevenire travagli prematuri ed emorragie, mentre il terzo è un’ottima fonte di folacina, la vitamina che previene la formazione della spina bifi da nel feto.
Arriviamo ai cibi proteici: da preferire latticini, formaggi, uova e pesce, che offrono proteine, calcio e fosforo molto assimilabili. Il consumo di legumi secchi, ricchi di fi bre, è consigliato.
Da evitare gli alcolici e il fumo, che danneggiano lo sviluppo fetale, la carne cruda che può veicolare toxoplasmosi, l’eccesso di caffeina, che può interferire con il corretto sviluppo del bambino.
PS: e se hai la nausea, prova lo zenzero!
 

martedì 19 gennaio 2010

Quando la difesa dell’allattamento al seno viene vissuta come un’aggressione


Negli ultimi anni, in Italia come in altri paesi “industrializzati”, anche in base alle raccomandazioni dell’OMS e alle ricerche che sono state fatte, sono nati movimenti e associazioni per la difesa dell’allattamento al seno. Questo perché dagli anni 50 si era sviluppato l’uso quasi sistematico del latte artificiale al posto del latte materno, che doveva portare una serie di vantaggi alle donne.
Il latte artificiale è un bene di consumo che permette di nutrire un bambino quando l’allattamento al seno non è possibile.
L’allattamento al seno può non essere possibile per varie ragioni:
- Non ho mai visto un bambino allattato al seno in vita mia e non fa parte della mia cultura
- L’idea del contatto costante con il bambino mi mette ansia perché vivo in una cultura del distacco
- Devo riprendere il lavoro subito (e per subito intendo anche a 3 mesi dalla nascita)
- Volevo allattare al seno ma ho subito un cesareo d’urgenza e non ero preparata alle difficoltà
- Volevo allattare al seno ma ho avuto le ragadi e ho scelto di smettere a causa del dolore
- Volevo allattare al seno ma mi toccava lottare contro la mia famiglia che me lo faceva pesare
- Sapevo che potevo riprendere l’allattamento interrotto ma non sapevo come fare e non ho avuto il sostegno necessario
- Ecc.
Vista la possibilità di scegliere tra allattamento al seno e latte artificiale, la scelta della donna va sempre rispettata.
Conoscendo i danni che può portare il latte artificiale, chi difende l’allattamento materno a volte agisce in modo aggressivo con la madre per indurla ad allattare al seno a tutti i costi, ma agire in questo modo è una forzatura, e non può in alcun modo produrre esiti positivi.
Va poi sottolineato che una madre che non è riuscita ad allattare per un motivo X, ma che sa che nutrire un bambino non è solo nutrimento fisico, ma anche nutrimento della sua anima attraverso il contatto che instaura con lui, farà sicuramente meglio di una madre che viene praticamente forzata ad allattare contro la sua volontà senza capire che la cosa più importante è entrare in contatto con il suo bambino, imparare a conoscerlo e ad accettarlo così com’è.
Il punto è che ogni donna dovrebbe arrivare al momento del parto con delle conoscenze giuste e sufficienti per poter fare la sua scelta consapevolmente al momento della nascita e nel momento in cui si presentano difficoltà. E questo difficilmente avviene per vari motivi: le donne non seguono corsi preparto, non sono interessate a questo tipo di informazione o, peggio ma molto diffuso, vengono informate male (purtroppo bisogna ammettere che una parte del personale ospedaliero e sanitario, pediatri compresi, non possiede informazioni aggiornate – o sponsorizzate da ditte di prodotti per l’infanzia – sull’allattamento al seno e artificiale).
Questo fa sì che assistiamo a cose di questo tipo: Contro i talebani dell'allattamento.
Ma come si dice in Italia, non facciamo di tutta l’erba un fascio: qui si tratta chiaramente di donne che sfortunatamente si sono trovate a doversi confrontare con persone che non accettavano la loro scelta, ma non significa che tutte le consulenti in allattamento materno sono aggressive! Nell'articolo scritto da Paola Maraone, viene ripetutamente presa di mira l’associazione Leache League che invece sta facendo una lavoro straordinario da anni per fornire informazioni basate sulle ultime ricerche effettuate e su anni di esperienza.
Insomma, sarebbe necessaria un’informazione preparto chiara, diffusa e aggiornata non solo sull’allattamento al seno e artificiale, ma anche sull’importanza del contatto. Così che non ci sia bisogno poi di agire nell’urgenza quando si presenta un problema di allattamento o di incomprensione del senso stesso dell’allattamento.
Infine, visto che il tema è di attualità, ne approfitto per ricordare che l’allattamento al seno in situazioni di emergenza come un terremoto, è di importanza vitale per i neonati e bambini che hanno ancora una madre, mentre “nell'impossibilità di ricostituire il latte in polvere con acqua potabile, di sterilizzare gli strumenti per la sua somministrazione, di portarlo alla giusta temperatura, si rischia di far danni molto gravi” (Vedi articolo MAMI).
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