I movimenti per il parto rispettato sono gruppi di persone che lottano contro quella che viene chiamata
"violenza ostetrica" intorno al parto. Si parla anche di "umanizzazione del parto" e di "parto umanizzato". La violenza ostetrica è un dato di fatto in Italia e nel resto dell'Europa. Viene spesso perpetrata nascondandosi dietro il dover rispettare
le procedure e i protocolli ospedalieri. In realtà, tale violenza non esisterebbe se fossero veramente applicate le
indicazioni ministeriali a tutela della donna in gravidanza, parto e puerperio (vedi documenti di riferimento qui di seguito).
Ma che cosa è la violenza ostetrica, o violenza durante il travaglio, il parto e la nascita?
Per rispondere a questa domanda, mi appoggerò al testo della legge venezuelana contro la violenza ostetrica, che può applicarsi ugualmente al resto del mondo. Si tratta dell'articolo 51 della "Ley org
ánica sobre el derecho de las mujeres a una vida libre de violencia" (traduzione a breve):
artículo 51. violencia obstétrica. Se considerarán actos
constitutivos de violencia obstétrica los ejecutados por el personal de salud,
consistentes en:
1.- No atender oportuna y eficazmente las emergencias
obstétricas.
2.- Obligar a la mujer a parir en posición supina y con las
piernas levantadas, existiendo los medios necesarios para la realización del
parto vertical.
3.- Obstaculizar el apego precoz del niño o niña con su
madre, sin causa médica justificada, negándole la posibilidad de cargarlo o
cargarla y amamantarlo o amamantarla inmediatamente al nacer.
4.- Alterar el proceso natural del parto de bajo riesgo,
mediante el uso de técnicas de aceleración, sin obtener el consentimiento
voluntario, expreso e informado de la mujer.
5.- Practicar el parto por vía de cesárea, existiendo
condiciones para el parto natural, sin obtener el consentimiento voluntario,
expreso e informado de la mujer.
En tales supuestos, el tribunal impondrá al responsable o la
responsable, una multa de doscientas cincuenta (250U.T.) a quinientas unidades
tributarias (500 U.T.), debiendo remitir copia certificada de la sentencia
condenatoria definitivamente firme al respectivo colegio profesional o institución
gremial, a los fines del procedimiento disciplinario que corresponda.
Che cosa chiede la donna che rivendica il parto rispettato?
Tra le altre cose, chiede:
- di essere informata con parole, toni e modi adeguati
- di poter fare delle scelte informate, per sé, per la gravidanza e il parto, per il suo bambino
- di vedere rispettate le sue scelte
- di non essere sminuita ma di essere sostenuta e incoraggiata nelle sue competenze materne
- di non subire mutilazioni genitali non necessarie o altri interventi non necessari
- di poter partorire nella posizione desiderata
Come si può ottenere questo?
- Attraverso il rispetto delle linee guida nazionali e dell'OMS
- Attraverso un rapporto umanizzato con l'ostetrica e con gli altri specialisti eventualmente presenti
- Attraverso processi di empowerment delle donne in gravidanza
Per tutto questo,
è fondamentale il ruolo dell'ostetrica, che deve farsi carico,
insieme alle donne stesse, della difesa delle condizioni di accoglienza nelle strutture durante la gravidana e delle condizioni di svolgimento del travaglio e del parto (che devono svolgersi in maniera meno disturbata possibile, per favorire il processo naturale del parto).
***
Fonti di documentazione e linee guida rispetto al parto (linee guida che, se applicate, garantirebbero un maggiore rispetto delle donne durante il travaglio di parto e durante tutto il percorso nascita):
Estratti di linee guida reperibili sul web:
La
comunicazione nel contesto sanitario della nascita
La
comunicazione è una costruzione sociale e, in quanto tale, è sensibile a
determinati fattori che contribuiscono a determinarla, cioè a farla accadere in
un certo modo.
È
quindi un sistema con regole e ruoli, sensibile al contesto: chi dice, che
cosa, come, in quale posto, con quale obiettivo e quale aspettativa.
Determinante
è il fatto che un operatore e una donna in gravidanza attribuiscono allo stato
delle cose significati reali e simbolici del tutto diversi: per l’operatore
tutto ciò che accade è lavoro, con i suoi tempi e modi, e finisce alla fine del
turno o con l’esplicarsi dell’evento. Per la donna ciò che accade è
un’esperienza di vita e ciò che avviene oggi sarà presente con segni differenti
anche nella vita futura.
La
comunicazione è “un ballo in cui si conduce e si è condotti”. Un colloquio
professionale è quindi un processo comunicativo sequenziale, in cui il
professionista ha il ruolo di iniziare la danza e a ciò deve prepararsi,
chiedendosi:
•
con chi sto parlando
•
che obiettivo mi pongo
•
che informazioni ho bisogno di sapere, che informazioni è necessario che io dia
•
che aspettative ha il mio interlocutore
•
cosa è in condizioni di capire
•
dove ci troviamo (il contesto fisico come luogo, ma anche in che ambito, in che
punto della nostra conoscenza e della temporalità
degli avvenimenti di cui stiamo parlando).
L’operatore
sta nella comunicazione in modo professionale, puntando all’efficacia del suo
agire. La comunicazione è un elemento costitutivo della sua professionalità,
non delegabile a nessun altro.
È
quindi utile sapere che la comunicazione efficace è essenziale, chiara,
empatica, autorevole e pertinente.
ANALGESIA NON
FARMACOLOGICA
Le strategie e le
tecniche non farmacologiche per
controllare il dolore in travaglio, per le quali sono presenti prove di
efficacia di diverso livello, includono:
• la continuità
dell’assistenza durante la gravidanza ed il parto
• il rapporto
assistenziale ostetrica/donna one-to-one
• misure generali di
sollievo e sostegno
• immersione in
acqua
• ipnosi
• stimolazione
elettrica transcutanea (TENS)
• agopuntura
Per altri approcci
come le strategie cognitive (tecniche di respiro, visualizzazioni,
vocalizzazioni, musica, preghiera, etc.) i dati presenti in letteratura sono
limitati e basati prevalentemente sulle sensazioni soggettive delle donne.
CONTINUITÀ
ASSISTENZIALE
È caratterizzata
dall’utilizzo di modelli di assistenza basati sulla condivisione della medesima
filosofia da parte degli operatori e/o sull’utilizzo di protocolli comuni e/o
su un’organizzazione di servizi in continuità e/o su un gruppo di stessi
operatori che offrono assistenza, durante tutto il percorso
nascita.
Il modello basato
sulla continuità assistenziale,
se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra vantaggi
significativi in termini di (591-593) Livello I:
• minor ricorso a
farmaci analgesici e antidolorifici in travaglio
• maggiore probabilità
di avere un parto vaginale spontaneo
• minore possibilità
di essere sottoposti ad interventi medici (uso di ossitocina, episiotomia)
• minore incidenza
di neonati con indice di APGAR < 7 a 5 min
• riduzione del
numero di neonati che necessitano di rianimazione
• maggiore
soddisfazione materna.
APPROCCIO
ONE-TO-ONE
Un modello
assistenziale one-to-one basato
sulla continuità di assistenza durante la gravidanza, il travaglio, il parto ed
il post-partum da parte della stessa ostetrica/ostetriche(594-595) Livello
II, se confrontato con un
modello di assistenza convenzionale, dimostra di ridurre significativamente:
• l’utilizzo di
analgesia epidurale
• il tasso di
episiotomie e di lacerazioni perineali
Circa l’incidenza di
tagli cesarei e parti vaginali strumentali i dati della letteratura sono
discordanti. Alcuni autori non rilevano alcuna differenza significativa (594) Livello
II, altri autori (595) Livello
II riportano una significativa
riduzione.
SOSTEGNO EMOTIVO
Rispetto al modello
convenzionale di assistenza la presenza di una persona, con specifica
preparazione, che fornisca sostegno emotivo in travaglio riduce
significativamente (592,593-596-598) Livello I-II:
• il ricorso a
trattamenti farmacologici per la riduzione del dolore
• i parti operativi
vaginali
• il numero dei
tagli cesarei
• il numero di donne
che riferiscono una esperienza negativa della nascita.
MISURE GENERALI
DI SOLLIEVO
Tra gli interventi
generali di sollievo dal dolore che si sono mostrati efficaci nel ridurre la
richiesta o la prescrizione di analgesici vi sono:
• l’utilizzo della
posizione eretta o laterale versus la posizione supina o litotomica in
travaglio e l’utilizzo di uno sgabello da parto e/o della posizione
accovacciata versus la posizione supina in periodo espulsivo (599-601). Livello
II
• l’utilizzo di un
ambiente travaglio/parto familiare versus un ambiente istituzionale
convenzionale (602). Livello II
Benché non esistano
dati scientifici sicuri a confermare i vantaggi del tocco e del massaggio anche
“non professionali”, gli operatori e le altre persone di supporto devono essere
incoraggiati ad usarli, se la donna lo desidera (603). Livello IV
Raccomandazioni
L’organizzazione di
un’assistenza basata sulla continuità, sul rapporto one to one, sul sostegno
emotivo e sulle misure generali di sollievo si è dimostrata efficace nel
controllo del dolore in travaglio. L’adozione di tali principi, ove possibile,
è fortemente raccomandato.
***
Altri riferimenti sul parto rispettato (elenco in costante evoluzione, mandatemi le vostre segnalazioni)
:
Organizzazioni nel mondo che lottano per il parto rispettato:
Human Rights in Childbirth Conference (Diritti Umani durante la Nascita)
Plataforma pro Derechos del Nacimiento (Piattaforma per i Diritti della Nascita)
Bold Action France
The White Ribbon Alliance (Cure materne rispettose: il diritto di ogni donna)
ICAN e ICAN Italia (Rete Internazionale Consapevolezza Cesareo)
IMBCI (International MotherBaby Childbirth Organization)
LABOR (Avvocati difensori dei diritti e delle opzioni durante il parto)
 |
| I diritti Universali della partoriente |
In Italia, varie associazioni e centri di studio portano avanti ricerche e sensibilizzazione sul tema del parto rispettato:
Scuola Elementale di Arte Ostetrica
Associazione Andria
Il Melograno
Mipa centro Studi
Eco Mondo Doula
Associazione Le Dieci Lune
Associazione Abbracciami
Circolo Primo Respiro ASD
Associazione Spazio Nascita
Freedom for Birth, Rome Action Group
Libere di scegliere, incontro a Roma il 9 novembre 2012
Si trovano anche alcuni
contributi presenti sul web, che denunciano in Italia la violenza subita durante il parto:
Donne e violenza ostetrica
Basta abusi in sala parto
L'importante è che il bambino stia bene
Donne: la violenza ostetrica
La violenza sulle donne è anche imporre loro un tipo di parto
Lo sapevi che... hai il diritto di dire no?
Tutta la mia verità sul parto cesareo
Su violenza ostetrica e sciopero del personale in sala parto
Un taglio di troppo in sala parto
No ospedali? No parti!
Campagne video:
L'episiotomia: quel tagliettoalle parti intime durante il parto
Song about birth by Bea Palya
USA: Break the silence: respectful maternity care
Francia: Les déchaînées
Argentina: El parto es nuestro
Uruguay: Contra la violencia en el parto
Film:
Freedom for birth
The face of birth
Entre leurs mains (un documentario sul parto rispettato)
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