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Ci vediamo di là!

giovedì 31 gennaio 2013

Il parto e la nascita...



Ho votato la foto n°93, quella di Mae Burke Photography, perché ai miei occhi è quella che esprime meglio il concetto di parto rispettato: in effetti, si tratta chiaramente di un parto in casa, ma potrebbe anche benissimo essere in un ospedale rispettoso della nascita.

Si vede una donna protagonista del suo parto, con lo stupore che si può provare quando si vive un momento così irreale e così primitivo allo stesso tempo, quello che si prova quando hai pensato che cavolo stai morendo di dolore e invece no non sei morta e un bambino è nato dal tuo corpo e lo stai tenendo tra le braccia, lo hai afferrato con le tue stesse mani, e ora è qui.

Si vede un padre sereno e felice, partecipe, così dolce e senza dubbi sulle capacità della compagna di partorire “da sé”. Con la mano che sfiora il suo bambino e l’altra che sfiora la compagna, senza invadere, attento, con rispetto.

E poi guardate che bellezza, le due donne in secondo piano – una si vede bene, dell’altra invece si vede solo un braccio e una mano con il guanto, forse l’ostetrica – guardate, percepite… cosa percepite? Niente, solo gioia, nessuna invadenza, nessuna tensione, nessuna ansia.

Questa è una nascita, accompagnata, assistita, “controllata”, ma con rispetto. Rispetto e fiducia. Fiducia nella donna che partorisce, nel bambino che nasce, nella natura che ha previsto le cose e nel percorso fatto insieme per preparare questo evento.

Vedete, qui, non importa chi c’è o chi non c’è oltre all’ostetrica per sostenere questa donna (c’è il padre, c’è la fotografa, potrebbe esserci anche una doula…): qui, importa il come, e il rispetto del sentire della madre, delle sue scelte, delle sue fiducie e delle sue paure. Importa il saper stare, anche a non fare “niente”.

Non so se posso condividere la foto (sono in attesa dell'eventule autorizzazione dell'autrice)
quindi virimando al link sul sito del concorso:

Link alla foto di Mae Burke

Ogni scarrafone è bello a mamma sua!

Un po' di cultura italiana per francesi "italianofoni"...

Oggi, mentre traducevo, mi sono imbattuta in questa definizione del Garzanti Linguistica (che è il dizionaro online che uso di solito per lavorare):

allietare
Definizione
v.tr. réjouir, égayer*: la sua casa è stata allietata dalla nascita di un bel bambino, la naissance d'un bel enfant est venue égayer sa maison.

E così ho iniziato a pensare - oh, e se fosse stato brutto... - ma poi mi è venuto in mente questo proverbio intaliano (napoletano se non sbaglio): ogni scarrafone è bello a mamma sua! Che in francese sarebbe come dire toute blatte est belle aux yeux de sa maman, et que de toute façon, même avec tous les défauts du monde, ton bébé est toujours beau à tes yeux!


... ed è così che per caso sono arrivata qui sul giornalino locale: La voce del Serchio: "Ogni scarrafone è bello a mamma soja"

Ecco in pochi passi svelato com'è che un traduttore:
1. si perde nella rete
2. sa di tutto su tutto (e niente)
3. non si ricorda... che cosa stava traducendo prima di arrivare qui?
4. ora sarà il caso di rimettersi al lavoro...

Bene, da oggi questo blog è diventato un blog per mamme E per traduttori :-D.


mercoledì 30 gennaio 2013

Merendoula di Carnevale 2013

Attenziò Attenziò! 

Mercoledì 6 febbraio 2013 
ore 16-18 
presso sala incontri Biofarma 
Via Fiorentina 143, Pisa 

PER FINANZIARE LE ATTIVITÀ DEL PUNTO DOULA 

si terrà la nostra seconda 
MERENDOULA DI CARNEVALE 

Sono invitati tutti i bambini che vorranno festeggiare in maschera accompagnati dai loro genitori. 

OFFRIAMO la merenda 
laboratori per i bambini 
e l'occasione per stare insieme, per conoscerci o ritrovarci. 

Sarà chiesto un contributo di 5 euro a bambino 
(forfait 10 euro per le famiglie con 3 o più fratelli) 




venerdì 25 gennaio 2013

Un po' di storia...

Due perle dal sito pedagogico della Biblioteca nazionale di Francia, curiosità di altri tempi che ci aiutano a vedere con occhi più lucidi le origini delle pratiche di oggi nei parti ospedalieri, e una possibile lettura delle difficoltà odierne delle madri nel post-parto e dei padri nel sentirsi implicati nella nuova famiglia dopo il parto...

La jeune accouchée
Térence, Comédies, France (Paris), vers 1410
Enluminure de Maître de Luçon
Paris, BnF, Arsenal, manuscrit 664, fol. 230v.
Le théâtre de Térence est très lu au Moyen Âge. Sur cette enluminure qui illustre une scène de L'Hécyre, que l'on traduit par "la belle-mère", le jeune Pamphyle parle avec son père et son beau-père. Ce dernier rend visite à sa fille, qui vient d'accoucher. Après l’accouchement, la mère a l’obligation de rester alitée jusqu’au moment des relevailles, la purification rituelle qui se déroule à l’église quarante jours après la naissance. Cette période lui permet de retrouver ses forces et oblige son époux à s’impliquer dans le ménage, les soins de puériculture et l’éducation de ses autres enfants.


Planche anatomique d'obstétrique chirurgicale : corps féminin
Dans Le Guide des accoucheurs... , pl. 3
Jacques Mesnard (1685-1746), auteur, Paris, ed.de Bure, 1743.
BnF, Sciences et techniques, 8-TE121-36
Le XVIIIe siècle voit une progressive dépossession des sages femmes au profit des chirurgiens accoucheurs. Les hommes vont peu à peu conquérir le droit exclusif d'exercer un métier traditionnellement féminin, d'abord dans les villes et les milieux aisés. Dans les campagnes, la résistance est plus forte, l'univers des femmes et celui des hommes plus cloisonné. C'est dans les hôpitaux, et en particulier à l'Hôtel-Dieu de Paris, que les chirurgiens acquièrent leur expérience. Les femmes sont autorisées à commencer le travail mais elles ne doivent user d'aucun instrument. En 1755, un arrêt du parlement de Paris leur interdit l'exercice de la chirurgie.
Au XVIIIe siècle, la connaissance fait des progrès décisifs. La fréquence des accidents à la naissance reste toutefois plus importante qu'aujourd'hui, avec des risques de mortalité ou de stérilité car on ne connaît ni antisepsie, ni anesthésie. Les cas difficiles représentent 2% (contre 1 pour 1 000 aujourd'hui) ; soit environ 500 accouchements à risque sur les 25 000 annuels à Paris vers 1780.
La mère peut encore mourir d'hémorragie, de fièvre. Ainsi, la fièvre puerpérale, contagieuse, est due au manque d'hygiène : personne ne se lave les mains, les pansements ne sont pas stérilisés. La mortalité féminine est nettement supérieure à la mortalité masculine, dans la tranche d'âge 20-35 ans. En moyenne, on compte une femme qui meurt en couches pour 80 baptêmes. Parmi les femmes ayant environ entre sept et dix enfants, une sur dix meurt donc en couches.


lunedì 21 gennaio 2013

Mondo Baby

Un saltino veloce sul blog per augurarvi un Buon Anno 2013! (meglio tardi che mai) e segnalarvi questo negozietto che si trova a Pisa in Via Hermada 14, dove troverete abbigliamento, goiocattoli e attrezzature varie per neonati e bambini in ottimo stato e a prezzi ultra interessanti.


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