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lunedì 10 marzo 2014

Libertà di scelta

Avevo già accennato a questo film nel post di qualche mese fa Dopo così tanto tempo.

Tra un paio di giorni, il 12 marzo 2014, il film Entre leurs mains uscirà nelle sale in Belgio.

Come consideriamo la nascita e il corpo della donna oggi? Quale spazio concediamo ancora all'umano nell'atto di dare la vita? Muriel, Jacqueline, Sidonie e Cécile accompagnano le persone che vogliono partorire a domicilio. Queste ostetriche ci invitano a scoprire il loro lavoro e il modo di considerare la nascita.

In Francia, la scelta di questa alternativa prende oggi la forma di una lotta. Nonostante sia legale partorire in casa, i pregiudizi sono tenaci. Le ostetriche sono soggette a delle pressioni amministrative sempre più soffocanti, che rischiano di far sparire una delle ultime alternative al parto medicalizzato.


"L'obiettivo non è il parto a domicilio, l'obiettivo è, ovunque siamo, che le ostetriche possano permettere il rispetto della fisiologia" [minuto 00:59 del trailer]

Anche in Italia, il parto a domicilio ha le sue battaglie. In alcune regioni, è riconosciuto il rimborso del parto a domicilio. In altre no. In Toscana, è partita da poco la petizione. Non si tratta di chiedere il parto a domicilio per tutte: ognuna deve essere libera di scegliere dove partorire. Per questo motivo, si chiede che venga riconosciuto il rimborso delle spese del parto anche per chi sceglie di partorire in casa.

La scelta del luogo del parto è una scelta intima, molto personale, e ogni donna dovrebbe essere libera di scegliere, a maggior ragione quando la gravidanza è andata bene.


giovedì 16 gennaio 2014

Dopo così tanto tempo...

Post originale pubblicato il 7 gennaio 2014 sul blog di una ostetrica (sage-femme) francese, Dix Lunes.

Traduzione di Laurence Landais (la traduzione ha scopo divulgativo e non è stata revisionata da traduttore madrelingua)

Ha chiamato subito all’apertura, chiedendo con urgenza un appuntamento per un prurito fastidioso. Vede, è insopportabile. Collega in ferie, vacanze di fine anno, l’agenda è già piena… di fronte alla sua insistenza, l’ostetrica accetta di riceverla la sera stessa. La sua giornata sarà un po’ più lunga del previsto.

Riaccompagna l’ultima coppia alla porta con il "legittimo" ritardo dovuto alle visite che si succedono senza sosta. La sconosciuta la aspetta pazientemente.

La ascolta, cerca di capire meglio la sua richiesta. I sintomi descritti sembrano alla fine molto lievi. Invita la paziente a passare dietro il paravento per spogliarsi e nel frattempo sistema delle carte per lasciarle il tempo di accomodarsi con calma.

Dall’altra parte del paravento, la voce della donna: fa un mestiere così bello!

La donna non può vedere la sua smorfia. Un bellissimo mestiere che la fa lavorare tardi per una banale candida, e il suo piccolo sarà sicuramente addormentato quando tornerà a casa e l’ultima poppata della giornata sarà per il tiralatte e non pe lui… un bel mest…

La voce interrompe i suoi pensieri: ho guardato ieri  "Entre leurs mains"* (in italiano: Fra le loro mani). Ho realizzato che era la prima volta che sentivo parlare di parto fisiologico. Eppure, ho partorito tre volte, ma mai… la voce si spezza, pianto soffocato, mai mi hanno detto, mai mi hanno accompagnata… piange ancora… Avrei tanto voluto…

Piange sempre più forte, scusandosi tra due singhiozzi… mi scusi, è stupido, il mio ultimo ha quindici anni, piange… e comunque sto bene… piange… e anche i miei bambini stanno bene… piange... ma ho realizzato ieri che avrebbe potuto essere diverso…

Mi sono sentita così sola, così male…
Il suo corpo è scosso dagli spasmi, da questo dolore troppo a lungo taciuto.

L’ostetrica la raggiunge dietro il paravento, si siede al suo fianco. La ascolta, rispetta i suoi silenzi, pronuncia ogni tanto qualche parola comprensiva.
Attraverso le parole, il dolore finalmente confidato, finalmente ascoltato, la donna si rasserena piano piano.

Dopo averla salutata, l’ostetrica rimane pensierosa. Bello o no, che cosa importa!
Conosce l’importanza di essere stata presente.

*NdT: il film è stato prodotto grazie a un finanziamento dal basso (crowdfunding), e ritrae il lavoro prezioso delle ostetriche liberali in Francia, e la dura realtà che devono affrontare per poter lavorare, al limite della legalità, tra lavorare senza assicurazione, o indebitarsi per rispondere alla nuova legge che impone loro di essere coperte da una polizza assicurativa che ammonta a 45000 euro annui. Il film è disponibile in replay qui fino alla fine di gennaio

Trailer 1
Trailer 2
"La società di domani nasce fra le nostre mani"

venerdì 10 gennaio 2014

Creare l'ambiente del parto



Durante la gravidanza, è naturale che la coppia si auguri di avere un bambino sano e un parto sicuro. Si crede spesso che la nascita sia una serie casuale di eventi basati sulla fortuna. Molti non sanno quanta influenza abbiamo sugli esiti del parto. Così come per ogni altro processo naturale, c’è una certa dose di mistero, ma possiamo aumentare sensibilmente le chance di avere una nascita sana e sicura imparando come possiamo coscientemente creare il nostro “ambiente di amore”. Con questa consapevolezza, ci sentiamo in grado di prendere parte attiva nello svolgimento del nostro parto.

venerdì 12 luglio 2013

Ostetriche libere professioniste

Da tempo avevo in mente per voi un post per presentarvi le ostetriche libere professioniste della zona... tutte molto diverse fra loro, e allo stesso tempo tutte vicine alle donne allo stesso modo.

Avrei voluto scrivere una cosa un po' più articolata, ma il tempo a disposizione è pochissimo, quindi ecco velocemente, per le donne in gravidanza e non solo, chi sono le ostetriche che operano sul territorio di Pisa e dintorni.

Prima di tutto voglio fare una breve parentesi per chi non sa bene quale sia il ruolo dell'ostetrica, non solo intorno alla nascita, ma anche per tutto il ciclo di vita delle donne, dall'adolescenza alla menopausa. Possono sembrare cose banali, ma in realtà credo che invece non sappiamo mai abbastanza queste cose: solo per citare la mia esperienza personale, pur avendo seguito un corso preparto in gravidanza, non avevo capito, prima di partorire, l'importanza del ruolo dell'ostetrica al fianco della donna, per la sua preparazione e per il suo benessere (se avessi avuto una doula al mio fianco, sicuramente è una delle cose che lei mi avrebbe insegnato...).

Vi rimando quindi al web, e in particolare a Wikipedia, per conoscere a grandi linee le competenze e i compiti dell'ostetrica. Perdonate questo ricorso alle risorse della grande rete, ma questo mi permette di concentrarmi subito su ciò che ho da dirvi.

Che cosa fa e dove lavora l'ostetrica libera professionista?

Si tratta di una ostetrica che molto spesso ha seguito un percorso di studi più approfondito rispetto al percorso obbligatorio previsto dal sistema universitario, sia attraverso percorsi di crescita personale, sia seguendo dei corsi specifici come ad esempio la Scuola Elementale Di Arte Ostetrica, al fine di offrire alle donne un servizio molto più completo e vicino alla fisiologia, lavorando non negli ospedali o nelle strutture pubbliche, ma in regime libero professionale, al domicilio delle donne oppure in ambulatori privati o attraverso associazioni locali.

In gravidanza, la donna che si rivolge all'ostetrica libera professionista è una donna alla ricerca di una assistenza al parto e/o alla gravidanza che sia rispettosa dei suoi tempi e delle sue esigenze personali, con un approccio umano, oltre che qualificato, all'evento nascita. Molte ostetriche libere professioniste seguono anche i parti domiciliari, garantendo la massima sicurezza, e allo stesso tempo permettendo alla donna di partorire nell'intimità della sua casa, con tutta l'assistenza necessaria.


Polina Zlotnik
Chi sono le ostetriche libere professioniste nella zona di Pisa?

La prima che vorrei citare è Polina Zlotnik, ostetrica presente sul territorio di Pisa da più di 25 anni. Ha fondato l'Associazione Le Dieci Lune e, insieme a Sofia Donalisio, assiste le donne attraverso corsi di preparazione alla nascita, assistenza in travaglio, parti domiciliari e incontri post-parto e allattamento. Ha pubblicato un DVD, Il Primo Sguardo, e un libro Latte di Mamma, che vi consiglio di vedere e leggere. Vi invito caldamente a conoscerla visitando il sito dell'associazione, e partecipando ai corsi e agli eventi che organizza sul territorio.

Dal 2000, Maria Grazia Biagini assiste come ostetrica - a Pisa e in Italia - gravidanze, parti a domicilio, puerperi ed esogestazioni fisiologiche e assicura "accompagnamento e contenimento nelle situazioni che si discostano dalla fisiologia" (vedi profilo sul sito di Eco Mondo Doula). Fino al 2000 ha collaborato come doula con l'Associazione Le Dieci Lune di Pisa, e nel 2007 ha fondato la Scuola delle Doule insieme a Emanuela Geraci.

Rachele Sagramoso è ostetrica dal 2008 e assiste le donne in gravidanza, travaglio, parto, puerperio e non solo. Ha fondato a Viareggio l'Associazione Abbracciami per - tra le altre cose - "favorire la diffusione di una cultura della nascita dove gravidanza, parto, puerperio e prima infanzia sono intesi come momenti naturali e fisiologici della vita umana".

Ilizia ostetriche è un team di quattro giovani ostetriche libere professioniste che hanno aperto nel 2013 a Livorno un ambulatorio per offrire alle donne "un’assistenza personalizzata e continua in ogni fase della vita delle donne, con una possibile reperibilità di 24 ore/24, anche a domicilio". Sul loro sito sono presenti tutti i servizi e i corsi offerti.

Infine, vorrei segnalare, anche se un po' distante, la prossima apertura del Centro Benessere Maternità, con un team di ostetriche tra cui Verena Schmid, fondatrice della sopracitata Scuola Elementale di Arte Ostetrica: "immerso nel verde delle colline toscane a pochi minuti da Firenze, il CBM, grazie a un’accogliente struttura residenziale, offre servizi sia locali sia su territorio nazionale per la maternità e per la salute della donna"... "Con il Centro Benessere Maternità vogliamo proporre un luogo di aggregazione, valorizzazione, sostegno per la maternità e la genitorialità, che offra un terreno di crescita sociale a partire dal percorso prenatale."


sabato 15 giugno 2013

Il Senato francese accetta la sperimentazione delle case del parto

Il Senato ha dato l’ok. Giovedì scorso, ha approvato il progetto di legge per la sperimentazione di una decina di case del parto, strutture che permettono alle donne incinte di partorire con l’assistenza delle ostetriche che le hanno seguite durante la gravidanza. Il testo è stato approvato dai senatori del PS, UMP, centristi e ecologisti. Il gruppo RDSE (con una maggioranza di radicali di sinistra) si è astenuto e il CRC (comunista) ha votato contro. Per Ronan Kerdraon, il senatore socialista delle Côtes-d’Armor, l’importante era il rispetto delle “esigenze di sicurezza e la volontà di rispettare i pari diritti nell’accesso alle cure sul nostro territorio”.
 
Gravidanze non a rischio

Come spiega Muguette Dini, la senatrice centrista all’origine di questo testo, le case del parto permettono alle donne di “partorire in condizioni meno medicalizzate rispetto ai reparti di ostetricia classici”, vale a dire senza ospedalizzazione, né peridurale. Ma solo le future mamme la cui gravidanza si sarà svolta senza complicazioni potranno esservi ammesse. Le strutture saranno tuttavia adiacenti ai reparti maternità degli ospedali in maniera da permettere il trasferimento delle partorienti in caso di problema. Alcuni progetti pilota come il CALM (“comme à la maison”, in italiano “come a casa”) a Parigi e la casa del parto dell’ospedale di Pontoise potrebbero rientrare nella sperimentazione che durerà cinque anni. Altri luoghi simili dovrebbero essere creati a Nancy, Rennes, Bordeaux oppure Lione.

Fonte: www.elle.fr Norine Raja - 14/06/2013

Traduzione di Laurence Landais

[ndt: La fonte essendo quella che è, la foto scelta per l'articolo non riflette minimamente l'idea di casa del parto. Temo che la giornalista non abbia la minima idea di cosa sia una nascita dolce rispettosa della madre e del bambino. Ce lo conferma anche il “vale a dire senza ospedalizzazione, né peridurale” che secondo lei definirebbe la nascita in una casa del parto…
Temo che non abbia colto alcune sfumature riguardo all’argomento trattato, come ad esempio che in teoria non dovrebbero essere il luogo o la peridurale a fare la differenza tra un parto rispettato e un parto non rispettato, ma l’atteggiamento nei confronti della donna e del bambino e il tipo di preparazione delle persone che accompagneranno la donna nel travaglio, nel parto e nel post-parto.]

Auguriamo ai progetti pilota un enorme successo,
e che le donne possano finalmente partorire
in ambienti accoglienti e assistite dalle loro ostetriche

lunedì 18 marzo 2013

Datemi una brava ostetrica e il parto che merito

Datemi una brava ostetrica e il parto che merito.

Questa è la frase finale di questo bel video che illustra il lavoro complicato delle ostetriche oggi nel mondo: nei paesi poveri, donne e bambini muoiono ancora per l'assenza di una assistenza ostetrica durante il parto, e nei paesi più ricchi, dove il parto si svolge negli ospedali, donne e bambini vivono spesso come un trauma l'esperienza del parto e della nascita a causa dell'allontanamento delle ostetriche dalla loro missione primaria, quella di stare al fianco delle donne in travaglio, parto, e puerperio.


Ogni donna merita un buon parto e ogni bambino una buona nascita al mondo, e questo è più facile quando hai una brava ostetrica al tuo fianco. Questo video spiega come, per poterci essere veramente, l'ostetrica abbia bisogno di una formazione adeguata, e di una normativa che valorizzi le sue competenze e che favorisca il suo lavoro al fianco della madre più che all'interno di una struttura ospedaliera che ostacola il suo lavoro e il processo fisiologico del parto.

Datemi una brava ostetrica e il parto che merito.

Questo è quello che voglio per tutte le "mie" mamme... Quindi se abiti a Pisa e non sai dove trovare una brava ostetrica, fatti dare i contatti dalla tua doula!

martedì 5 marzo 2013

The face of birth

Sei incinta, hai qualche amica incinta, o comunque anche tu sei nato/a... vieni a scoprire un documentario australiano che riguarda tutti noi perché parla dei diritti delle donne durante la gravidanza e il parto e delle conseguenze economiche, sociali e psicologiche quando non possiamo esercitare questi diritti.

Le dieci lune, la Casa della donna e Eco Mondo Doula vi invitano alla proiezione gratuita del film

The face of birth

Lunedì 11 marzo 2013, ore 18:30
presso Cineclub Arsenale
via Scaramucci 4

ATTENZIONE: aggiornamento dell'11/03/2013
Inizio proiezione anticipata alle 18:15!
Si raccomanda di arrivare con qualche minuto di anticipo.

Seguirà incontro-dibattito


giovedì 31 gennaio 2013

Il parto e la nascita...



Ho votato la foto n°93, quella di Mae Burke Photography, perché ai miei occhi è quella che esprime meglio il concetto di parto rispettato: in effetti, si tratta chiaramente di un parto in casa, ma potrebbe anche benissimo essere in un ospedale rispettoso della nascita.

Si vede una donna protagonista del suo parto, con lo stupore che si può provare quando si vive un momento così irreale e così primitivo allo stesso tempo, quello che si prova quando hai pensato che cavolo stai morendo di dolore e invece no non sei morta e un bambino è nato dal tuo corpo e lo stai tenendo tra le braccia, lo hai afferrato con le tue stesse mani, e ora è qui.

Si vede un padre sereno e felice, partecipe, così dolce e senza dubbi sulle capacità della compagna di partorire “da sé”. Con la mano che sfiora il suo bambino e l’altra che sfiora la compagna, senza invadere, attento, con rispetto.

E poi guardate che bellezza, le due donne in secondo piano – una si vede bene, dell’altra invece si vede solo un braccio e una mano con il guanto, forse l’ostetrica – guardate, percepite… cosa percepite? Niente, solo gioia, nessuna invadenza, nessuna tensione, nessuna ansia.

Questa è una nascita, accompagnata, assistita, “controllata”, ma con rispetto. Rispetto e fiducia. Fiducia nella donna che partorisce, nel bambino che nasce, nella natura che ha previsto le cose e nel percorso fatto insieme per preparare questo evento.

Vedete, qui, non importa chi c’è o chi non c’è oltre all’ostetrica per sostenere questa donna (c’è il padre, c’è la fotografa, potrebbe esserci anche una doula…): qui, importa il come, e il rispetto del sentire della madre, delle sue scelte, delle sue fiducie e delle sue paure. Importa il saper stare, anche a non fare “niente”.

Non so se posso condividere la foto (sono in attesa dell'eventule autorizzazione dell'autrice)
quindi virimando al link sul sito del concorso:

Link alla foto di Mae Burke

martedì 27 novembre 2012

Épisiotomie...

Era tanto tempo che non postavo nulla in francese e in questi giorni ci stavo proprio pensando... ed ecco che mi arriva questo bel contributo su un argomento molto d'attualità... Auguro buona lettura a voi francofone/i che mi seguite! E per rimanere in tema, in italiano: L'episiotomia, quel 'taglietto' alle parti intime durante il parto.

Merci Valérie de m'avoir autorisée à publier ta lettre-réponse à Causette.

Chère Causette,
Je voulais tout d'abord te dire combien j'ai aimé l'article «la vulve du bout des lèvres» du Causette du 28 juin dernier. J'ai pu y reconnaître la vulve de ma jeunesse que je regardais le soir avec un petit miroir et une lampe de poche, très secrètement car pas encore sûre que j'avais le droit de le faire.... Puis je l'ai pris ce droit et j'attendais coquinement mes rdv nocturnes avec elle. Je la trouvais à la fois curieuse, attirante, fascinante : une des plus belles rencontres avec moi-même!

Et puis quelque chose à changé la face de ma vulve à jamais, la cicatrice est là pour me le rappeler. A la naissance de ma fille la sage-femme a appliqué le «protocole» en vigueur et a coupé avec des ciseaux (comme pour la moitié des femmes qui ont accouché par voie basse en France cette année là, soit plus de 300 000 femmes) une incision, grande comme la moitié de mon doigt, en bas de mon vagin vers la gauche. Je me souviendrais toujours du bruit, comme si elle coupait à travers un bout épais de caoutchouc et de la sensation qui encore aujourd'hui me donne des hauts-le-coeur. Je ne parlerai pas des conséquences que cela a eu sur ma vie sexuelle, et puis si je vais le faire, ça a été terriblement triste. Une fois la «cicatrisation» faite je n'osais toujours pas toucher cette partie de moi, j'en avais peur, c'est comme si ce petit espace en bas à gauche de ma vulve n'était plus à moi, il était méconnaissable. Je m'en suis éloignée, et j'en ai éloigné mon compagnon pendant longtemps, près de deux ans. Nous ne nous en sommes jamais remis.

Je l'ai mise de côté pendant tout ce temps là, ma vulve balafrée et puis au fil des ans je l'ai re-apprivoisée. Combien d'autres comme elle? Me viennent alors à l'esprit ces centaines de milliers de vulves, elles aussi, chaque année, coupées, recousues et balafrées, parfois plusieurs fois, certaines qui se sont infectées, qui ont «mal» cicatrisé, ou qui ont été si mal recousues qu'il a fallut les recouper pour mieux les recoudre, et celles qui n'ont jamais vraiment pu reprendre une vie sexuelle ...

Ce dont on parle encore moins, c'est que le coup de ciseau peut aussi atteindre une partie de notre clitoris, notre clitoris magnifique qui ne se confine pas uniquement à ce petit capuchon perché tout là-haut. Cet organe majestueux, si beau qui entoure et parcoure délicieusement les dessous de notre vulve et l'entrée de notre vagin. Je te joins une illustration de cette plante magnifique dont une partie elle aussi est sectionnée lorsque les ciseaux appliquent au moment de l'accouchement ce geste médical que l'on sait à présent inutile et nocif.


En calculant, à la louche, depuis que ma fille est née en 1989, au moins 7 millions de femmes (300 000 femmes x 23 ans) ont eu en France leur vulve, vagin et clitoris coupés inutilement pour «raison médicale» ce qui officiellement n'en fait pas une mutilation sexuelle.
S'il te plait Causette pense à ces vulves la prochaine fois que tu fais un article sur notre foufoune chérie pour que toutes les Causettes puissent se reconnaître!

Valérie 



venerdì 16 novembre 2012

Un sorriso sulla pancia

"Un sorriso sulla pancia... Noi vogliamo un VBAC" è il nome di una iniziativa lanciata attraverso il sito di Genitori Channel alla quale voglio dare visibilità perché mi sta molto a cuore questo argomento.

Che cosa è il VBAC? È l'acronimo inglese per Parto Vaginale Dopo Cesareo (in italiano lo chiamiamo Parto Naturale Dopo Cesareo).

Solo qualche cifra per illustrare di cosa stiamo parlando:

- N° di tagli cesarei in Italia: 38% dei parti secondo il rapporto Cedap del 2009
- Soglia di tagli cesarei raccomandata dall'OMS: 15% dei parti
- Rischio di mortalità materna 3 volte superiore tra le donne sottoposte a taglio cesareo (Rapporto ISS)

In Italia, nonostante la richiesta del madri stesse, e il fatto che nei paesi vicini il VBAC sia la norma, si continua non solo a consigliare, ma più che altro a costringere le donne a sottoporsi ad un altro parto cesareo in caso di precedente parto terminato con cesareo.

Mi fa piacere vedere che le stesse mamme hanno deciso di far sentire molto alta la loro voce attraverso una iniziativa come questa e anche attraverso gruppi di mutuo aiuto e movimenti per il parto naturale dopo cesareo.

Se vuoi sostenere anche tu questa iniziativa, compra la maglietta Un sorriso sulla pancia!!

Credits: Genitori Channel

giovedì 13 settembre 2012

Per un parto rispettato

I movimenti per il parto rispettato sono gruppi di persone che lottano contro quella che viene chiamata "violenza ostetrica" intorno al parto. Si parla anche di "umanizzazione del parto" e di "parto umanizzato". La violenza ostetrica è un dato di fatto in Italia e nel resto dell'Europa. Viene spesso perpetrata nascondandosi dietro il dover rispettare le procedure e i protocolli ospedalieri. In realtà, tale violenza non esisterebbe se fossero veramente applicate le indicazioni ministeriali a tutela della donna in gravidanza, parto e puerperio (vedi documenti di riferimento qui di seguito).

Ma che cosa è la violenza ostetrica, o violenza durante il travaglio, il parto e la nascita?

Per rispondere a questa domanda, mi appoggerò al testo della legge venezuelana contro la violenza ostetrica, che può applicarsi ugualmente al resto del mondo. Si tratta dell'articolo 51 della "Ley orgánica sobre el derecho de las mujeres a una vida libre de violencia" (traduzione a breve):
artículo 51. violencia obstétrica. Se considerarán actos constitutivos de violencia obstétrica los ejecutados por el personal de salud, consistentes en:
1.- No atender oportuna y eficazmente las emergencias obstétricas.
2.- Obligar a la mujer a parir en posición supina y con las piernas levantadas, existiendo los medios necesarios para la realización del parto vertical.
3.- Obstaculizar el apego precoz del niño o niña con su madre, sin causa médica justificada, negándole la posibilidad de cargarlo o cargarla y amamantarlo o amamantarla inmediatamente al nacer.
4.- Alterar el proceso natural del parto de bajo riesgo, mediante el uso de técnicas de aceleración, sin obtener el consentimiento voluntario, expreso e informado de la mujer.
5.- Practicar el parto por vía de cesárea, existiendo condiciones para el parto natural, sin obtener el consentimiento voluntario, expreso e informado de la mujer.
En tales supuestos, el tribunal impondrá al responsable o la responsable, una multa de doscientas cincuenta (250U.T.) a quinientas unidades tributarias (500 U.T.), debiendo remitir copia certificada de la sentencia condenatoria definitivamente firme al respectivo colegio profesional o institución gremial, a los fines del procedimiento disciplinario que corresponda.
Che cosa chiede la donna che rivendica il parto rispettato?

Tra le altre cose, chiede:
  • di essere informata con parole, toni e modi adeguati
  • di poter fare delle scelte informate, per sé, per la gravidanza e il parto, per il suo bambino
  • di vedere rispettate le sue scelte
  • di non essere sminuita ma di essere sostenuta e incoraggiata nelle sue competenze materne
  • di non subire mutilazioni genitali non necessarie o altri interventi non necessari
  • di poter partorire nella posizione desiderata
 
Come si può ottenere questo?

  • Attraverso il rispetto delle linee guida nazionali e dell'OMS
  • Attraverso un rapporto umanizzato con l'ostetrica e con gli altri specialisti eventualmente presenti
  • Attraverso processi di empowerment delle donne in gravidanza
Per tutto questo, è fondamentale il ruolo dell'ostetrica, che deve farsi carico, insieme alle donne stesse, della difesa delle condizioni di accoglienza nelle strutture durante la gravidana e delle condizioni di svolgimento del travaglio e del parto (che devono svolgersi in maniera meno disturbata possibile, per favorire il processo naturale del parto).

***

Fonti di documentazione e linee guida rispetto al parto (linee guida che, se applicate, garantirebbero un maggiore rispetto delle donne durante il travaglio di parto e durante tutto il percorso nascita):


Estratti di linee guida reperibili sul web:
La comunicazione nel contesto sanitario della nascita
La comunicazione è una costruzione sociale e, in quanto tale, è sensibile a determinati fattori che contribuiscono a determinarla, cioè a farla accadere in un certo modo.
È quindi un sistema con regole e ruoli, sensibile al contesto: chi dice, che cosa, come, in quale posto, con quale obiettivo e quale aspettativa.
Determinante è il fatto che un operatore e una donna in gravidanza attribuiscono allo stato delle cose significati reali e simbolici del tutto diversi: per l’operatore tutto ciò che accade è lavoro, con i suoi tempi e modi, e finisce alla fine del turno o con l’esplicarsi dell’evento. Per la donna ciò che accade è un’esperienza di vita e ciò che avviene oggi sarà presente con segni differenti anche nella vita futura.
La comunicazione è “un ballo in cui si conduce e si è condotti”. Un colloquio professionale è quindi un processo comunicativo sequenziale, in cui il professionista ha il ruolo di iniziare la danza e a ciò deve prepararsi, chiedendosi:
• con chi sto parlando
• che obiettivo mi pongo
• che informazioni ho bisogno di sapere, che informazioni è necessario che io dia
• che aspettative ha il mio interlocutore
• cosa è in condizioni di capire
• dove ci troviamo (il contesto fisico come luogo, ma anche in che ambito, in che punto della nostra conoscenza e della temporalità degli avvenimenti di cui stiamo parlando).
L’operatore sta nella comunicazione in modo professionale, puntando all’efficacia del suo agire. La comunicazione è un elemento costitutivo della sua professionalità, non delegabile a nessun altro.
È quindi utile sapere che la comunicazione efficace è essenziale, chiara, empatica, autorevole e pertinente.
ANALGESIA NON FARMACOLOGICA
Le strategie e le tecniche non farmacologiche per controllare il dolore in travaglio, per le quali sono presenti prove di efficacia di diverso livello, includono:
• la continuità dell’assistenza durante la gravidanza ed il parto
• il rapporto assistenziale ostetrica/donna one-to-one
• misure generali di sollievo e sostegno
• immersione in acqua
• ipnosi
• stimolazione elettrica transcutanea (TENS)
• agopuntura
Per altri approcci come le strategie cognitive (tecniche di respiro, visualizzazioni, vocalizzazioni, musica, preghiera, etc.) i dati presenti in letteratura sono limitati e basati prevalentemente sulle sensazioni soggettive delle donne.

CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
È caratterizzata dall’utilizzo di modelli di assistenza basati sulla condivisione della medesima filosofia da parte degli operatori e/o sull’utilizzo di protocolli comuni e/o su un’organizzazione di servizi in continuità e/o su un gruppo di stessi operatori che offrono assistenza, durante tutto il percorso
nascita.
Il modello basato sulla continuità assistenziale, se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra vantaggi significativi in termini di (591-593) Livello I:
• minor ricorso a farmaci analgesici e antidolorifici in travaglio
• maggiore probabilità di avere un parto vaginale spontaneo
• minore possibilità di essere sottoposti ad interventi medici (uso di ossitocina, episiotomia)
• minore incidenza di neonati con indice di APGAR < 7 a 5 min
• riduzione del numero di neonati che necessitano di rianimazione
• maggiore soddisfazione materna.

APPROCCIO ONE-TO-ONE
Un modello assistenziale one-to-one basato sulla continuità di assistenza durante la gravidanza, il travaglio, il parto ed il post-partum da parte della stessa ostetrica/ostetriche(594-595) Livello II, se confrontato con un modello di assistenza convenzionale, dimostra di ridurre significativamente:
• l’utilizzo di analgesia epidurale
• il tasso di episiotomie e di lacerazioni perineali
Circa l’incidenza di tagli cesarei e parti vaginali strumentali i dati della letteratura sono discordanti. Alcuni autori non rilevano alcuna differenza significativa (594) Livello II, altri autori (595) Livello II riportano una significativa riduzione.

SOSTEGNO EMOTIVO
Rispetto al modello convenzionale di assistenza la presenza di una persona, con specifica preparazione, che fornisca sostegno emotivo in travaglio riduce significativamente (592,593-596-598) Livello I-II:
• il ricorso a trattamenti farmacologici per la riduzione del dolore
• i parti operativi vaginali
• il numero dei tagli cesarei
• il numero di donne che riferiscono una esperienza negativa della nascita.

MISURE GENERALI DI SOLLIEVO
Tra gli interventi generali di sollievo dal dolore che si sono mostrati efficaci nel ridurre la richiesta o la prescrizione di analgesici vi sono:
• l’utilizzo della posizione eretta o laterale versus la posizione supina o litotomica in travaglio e l’utilizzo di uno sgabello da parto e/o della posizione accovacciata versus la posizione supina in periodo espulsivo (599-601). Livello II
• l’utilizzo di un ambiente travaglio/parto familiare versus un ambiente istituzionale convenzionale (602). Livello II
Benché non esistano dati scientifici sicuri a confermare i vantaggi del tocco e del massaggio anche “non professionali”, gli operatori e le altre persone di supporto devono essere incoraggiati ad usarli, se la donna lo desidera (603). Livello IV

Raccomandazioni
L’organizzazione di un’assistenza basata sulla continuità, sul rapporto one to one, sul sostegno emotivo e sulle misure generali di sollievo si è dimostrata efficace nel controllo del dolore in travaglio. L’adozione di tali principi, ove possibile, è fortemente raccomandato.
***
Altri riferimenti sul parto rispettato (elenco in costante evoluzione, mandatemi le vostre segnalazioni):

Organizzazioni nel mondo che lottano per il parto rispettato:

Human Rights in Childbirth Conference (Diritti Umani durante la Nascita)
Plataforma pro Derechos del Nacimiento (Piattaforma per i Diritti della Nascita)
AFAR – Alliance francophone pour l'accouchement respecté (Alleanza Francofona per il Parto Rispettato)
AIMS For a Better Birth (Associazione per il miglioramento dei servizi alla maternità, per un parto migliore)
Bold Action (Movimento globale per delle cure materne amiche delle mamme)
Bold Action France
The White Ribbon Alliance (Cure materne rispettose: il diritto di ogni donna)
ICAN e ICAN Italia (Rete Internazionale Consapevolezza Cesareo)
IMBCI (International MotherBaby Childbirth Organization)
LABOR (Avvocati difensori dei diritti e delle opzioni durante il parto)

I diritti Universali della partoriente

In Italia, varie associazioni e centri di studio portano avanti ricerche e sensibilizzazione sul tema del parto rispettato:

Scuola Elementale di Arte Ostetrica
Associazione Andria
Il Melograno
Mipa centro Studi
Eco Mondo Doula
Associazione Le Dieci Lune
Associazione Abbracciami
Circolo Primo Respiro ASD 
Associazione Spazio Nascita 
Freedom for Birth, Rome Action Group
Libere di scegliere, incontro a Roma il 9 novembre 2012 


Si trovano anche alcuni contributi presenti sul web, che denunciano in Italia la violenza subita durante il parto: 

Donne e violenza ostetrica
Basta abusi in sala parto
L'importante è che il bambino stia bene
Donne: la violenza ostetrica
La violenza sulle donne è anche imporre loro un tipo di parto 
Lo sapevi che... hai il diritto di dire no?
Tutta la mia verità sul parto cesareo

Su violenza ostetrica e sciopero del personale in sala parto  
Un taglio di troppo in sala parto

No ospedali? No parti!
 

Campagne video:

L'episiotomia: quel tagliettoalle parti intime durante il parto 
Song about birth by Bea Palya 
USA: Break the silence: respectful maternity care
Francia: Les déchaînées
Argentina: El parto es nuestro
Uruguay: Contra la violencia en el parto

Film:

Freedom for birth
The face of birth
Entre leurs mains (un documentario sul parto rispettato)
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